Francesco Petrarca

Febbraio 9th, 2015 Posted by Autori '300, Letteratura italiana 0 thoughts on “Francesco Petrarca”

Francesco Petrarca

VITA (1304-1374)8 lett
Francesco Petrarca nasce nel 1304 ad Arezzo da Ser Petracco, notaio fiorentino, esiliato nel 1302, come Dante, perché “guelfo bianco”, ed Eletta Canigiani. Dopo aver dimorato ad Inciso e Pisa, il padre si trasferì ad Avignone, dove era stata da poco trasferita la corte pontificia e collocò la moglie e i figli nella vicina Carpentras, dove Francesco studiò RETORICA, GRAMMATICA e DIALETTICA sotto la guida di Convenevole da Prato.
Nel 1316 si recò a Montpellier a studiare legge e per lo stesso motivo fu a Bologna dal 1320 al 1326.
Ritornato ad Avignone, frequentò col fratello Gherardo la vita galante della città e qui, il 6 Aprile 1327, nella Chiesa di Santa Chiara vide per la prima volta Laura.
Nel frattempo Francesco cercava una sistemazione e abbracciò lo stato ecclesiastico, prendendo gli ordini minori.

Intanto poneva i fondamenti della sua vasta cultura umanistica, rivolta alla LETTERATURA e alla FILOSOFIA MORALE. Lesse soprattutto i CLASSICI, i PADRI DELLA CHIESA, ma non la Scolastica, alla base della cultura medievale. Amò soprattutto Sant’Agostino.

Nel 1330 divenne famigliare della potente famiglia dei Colonna, prima al servizio di Giacomo, vescovo di Lombez, e poi cappellano del cardinale Giovanni, fratello di Giacomo.
Nel 1333 viaggiò per Francia, Fiandra, Germania, spinto dal desiderio di vedere cose nuove.
Nel 1337 fu a Roma, dove ammirò i monumenti dell’antichità classica e cristiana.

Tornato ad Avignone, si ritirò a Valchiusa, alla ricerca di un rifugio solitario, lontano dagli uomini. Tale ricerca caratterizzerà tutta la sua esistenza, tormentata tra l’aspirazione al divino (aspetto tipico medievale) e la ricerca di beni terreni non caduchi: l’amore, la poesia, la gloria, massima espressione di humanitas (tratto umanistico).
La società dei comuni è ormai decaduta e l’intellettuale non si sente più coinvolto nella politica, né nelle Istituzioni di Impero e Papato (quest’ultimo ormai lontano da Roma, ad Avignone). Petrarca non mira a un colloquio costruttivo coi suoi contemporanei, piuttosto a un intimo colloquio coi grandi del passato, massima espressione di “umanità”.

Così, nel 1337, gli nasce il figlio Giovanni, nel 1343 la figlia Francesca, frutto di amori sensuali ed effimeri.
Nel Settembre 1340 gli giunge contemporaneamente da Roma e da Parigi l’offerta della CORONA POETICA. Egli accetta quella di Roma e l’8 Aprile 1341 viene incoronato sul Campidoglio dal senatore Orso dell’Anguillara, dopo essere stato esaminato per tre giorni da re Roberto d’Angiò.
Si fermò poi a Selvapiana, vicino a Parma.
Qui compì la prima stesura del poema latino AFRICA.
Nel 1342 tornò ad Avignone.
In questo periodo si accentua la crisi spirituale, soprattutto quando nel 1343 il fratello Gherardo si fa monaco a Montrieux.
Dal 1342 al 1353 Petrarca visse stabilmente a Valchiusa, effettuando vari viaggi in Italia.
Nel 1347 partì alla volta di Roma, entusiasmato dal tribuno romano Cola di Rienzo che voleva fare dell’appena restaurata repubblica romana la promotrice della pacificazione dell’Italia e della resurrezione di un Impero latino e cristiano, attraverso cui rigenerare moralmente l’umanità.
Ma l’impresa fallì e Petrarca si fermò a Genova e peregrinò a lungo nelle città del nord Italia.
A Parma, nel 1348, gli giunse la notizia della morte di Laura (per peste) e ciò, insieme alla morte di molti suoi amici, acuì la sua tristezza.
Dal 1353 Petrarca visse stabilmente in Italia: a Milano, presso i Visconti, a Padova, presso Francesco da Carrara, a Venezia.
Ritornato a Padova nel 1368 visse preferibilmente ad Arquà, lontano dai tumulti, studiando, scrivendo e lodando Dio.
Morì ad Arquà nel 1374.

Francesco Petrarca esprime il dissidio tra 2 epoche: non interpreta più i classici in funzione allegorica del pensiero cristiano, ma vuole conciliare i classici e la meditazione religiosa.
Non studia la scolastica, ma si interessa alle SCIENZE MORALI, al dramma del peccato e redenzione vissuto nell’intimo della propria anima. Più ce all’età monarchica, Petrarca guarda all’Età Repubblicana come all’espressione più alta della civiltà Romana, di cui sente l’Italia diretta erede.

OPERA:
SECRETUM – Francesco Petrarca

OPERE LATINE IN PROSA – Francesco Petrarca

OPERE LATINE IN VERSI – Francesco Petrarca

OPERE IN VOLGARE: il Canzoniere , i Trionfi – Francesco Petrarca

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