Altre opere latine in prosa

La produzione latina in versi e in prosa è quantitativamente assai superiore a quella in volgare e a essa Petrarca riteneva che fosse affidata la sua fama presso i posteri. Rispetto al latino dei trattati medievali, il suo è più fluido, letterariamente elaborato, più vicino ai classici. Questo è il così detto CLASSICISMO o UMANESIMO di Petrarca.
Intorno alle opere latine ci sono due motivi fondamentali: AUTOBIOGRAFISMO_ scavo interiore nella propria coscienza; SCIENZA MORALE o STUDIO DELL’UOMO_ desiderio di unire su un piano generale la dignità dei classici alla rivelazione cristiana. La riflessione su se stesso diventa spunto per meditare su tutti gli uomini.

GLI EPISTOLARI:

11 lett
« RERUM FAMILIARUM »
24 libri, 350 lettere a conoscenti e amici scritte tra il 1325 e il 1361 con alcune aggiunte fino al 1366. La raccolta fu curata sembra dall’autore e contiene alcune lettere rivolte ai grandi scrittori dell’età classica. Le epistole a Orazio e a Virgilio sono le uniche in versi.

« SENILI »
17 libri, 125 epistole composte tra il 1361 e il 1374. Non sembra che la raccolta abbia il suo assetto definitivo voluto dall’autore. Forse doveva concludersi con “ POSTERITATI”, una autobiografia interrotta al 1351.

« VARIAE »
altre 75 epistole raccolte da amici e conoscenti.

« SINE NOMINE »
19 epistole in cui non è indicato il nome del destinatario perché si tratta del delicato argomento della corruzione della curia papale ad Avignone.

« EPISTOLE METRICHE »
3 libri, 66 epistole in esametri. Centrale è l’amore per Laura.

L’epistolario ci mostra la fitta rete di relazioni di Petrarca e l’alta stima che ebbe già in vita.
L’elemento autobiografico vuole fornire una materia esemplare a tutti gli uomini. Egli parte dalle sue esperienze concrete e non da astratte speculazioni filosofiche e opera l’idealizzazione del suo IO.
Per questa autobiografia ideale, Francesco Petrarca cura molto le lettere sul piano stilistico.

LE OPERE STORICHE:

« DE VIRIS ILLUSTRIBUS »
Concepì l’opera nel 1338 a Valchiusa: doveva comprendere la biografia dei personaggi più illustri della storia romana. Il progetto si ampliò poi alle biografie di tutti i più grandi eroi di tutti i tempi, da Adamo, ma rimase incompiuta.
Petrarca scrisse 23 biografie, da Romolo a Cesare, 12 di figure dell’Antico Testamento, da Adamo a Mosè, 2 della mitologia classica aggiunte dopo: Giasone ed Ercole.
Successivamente vennero ampliate le biografie di Scipione e di Cesare.

« RERUM MEMORANDARUM LIBRI »
E’ una vasta compilazione di aneddoti storici che illustravano le singole virtù morali, di gusto prettamente medievale.

LE OPERE MORALI E RELIGIOSE

« DE VITA SOLITARIA »
Composto nel 1346 e poi a lungo rimaneggiato (2 libri). Esalta la vita solitaria e meditativa e appassionato è il ricordo degli ozi di Valchiusa.

« DE OTIO RELIGIOSO »
Composto nel 1347. Tema affine: si aspira a una meditazione religiosa.

« DE REMEDIIS UTRIUSQUE FORTUNAE »
Scritto tra il 1354 e il 1366, indica i mezzi con cui resistere alla sorte, secondo la visione stoica di Cicerone e Seneca. Il saggio deve trovare la felicità nel proprio animo, così da essere immuni ai colpi della cieca sorte.

« DE SUI IPSIUS ET MULTORUM IGNORANTIA »
Scritta nel 1367 contro 4 filosofi veneziani che avevano accusato Petrarca di ignoranza perché egli non dava valore alle astratte concezioni filosofiche. Il poeta rivendica la sua scienza morale, ovvero i suoi fondamenti di vita e conoscenza che sono i CLASSICI LATINI e la RIVELAZIONE CRISTIANA.
Ci sono poi invettive contro un medico e contro un francese che aveva parlato male dell’Italia.

« ITINERARIUM SYRIACUM »
Del 1358, scritto come guida a uno che si recava in viaggio in Terra Santa.

« SALMI POENITENTIALES »
7 preghiere in versetti prosastici.

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