I TRIONFI

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Francesco Petrarca lavorò a questo poemetto in volgare a partire dal 1352 e non arrivò mai a darne una stesura definitiva. Si ispirò alla AMOROSA VISIONE di Giovanni Boccaccio.
Come la DIVINA COMMEDIA di Dante Alighieri, l’opera racconta una visione simbolica del Poeta, in TERZINE.
Ma accanto all’influsso dantesco e a quello dei poeti didascalico-religiosi del Medioevo, troviamo quello degli scrittori latini, a cui Petrarca si ispira nella minuziosa ricerca stilistica.

I Trionfi di Petrarca raccontano un’esperienza spirituale e sono divisi in 6 PARTI:

1) TRIUMPHUS CUPIDINIS o TRIONFO D’AMORE: il poeta racconta che il giorno dell’anniversario del suo innamoramento gli appare, a Valchiusa, una visione. Il Dio Amore su un carro infuocato sfila con un corteo di amanti famosi, suoi prigionieri. Il poeta si unisce a loro dopo aver visto una donna bellissima, Laura. Egli è condotto a Cipro, regno di Amore e della madre Venere.

2) TRIUMPHUS PUDICITIAE o TRIONFO DELLA PUDICIZIA: Laura, con una schiera di donne antiche, famose per la loro pudicizia, e le Virtù personificate, vince Amore, libera i prigionieri e si reca a Roma nel Tempio della Pudicizia.

3) TRIUMPHUS MORTIS o TRIONFO DELLA MORTE: mentre Laura torna da Roma in Provenza, sopraggiunge la Morte. Commossa dalla nobiltà della giovane, la Morte accetta di farla morire senza strazio e le recide il crine, lasciando che la vita defluisca da lei dolcemente, come una candela a cui a poco a poco viene a mancare l’alimento. Laura appare poi in sogno al poeta.

4) TRIUMPHUS FAMAE o TRIONFO DELLA FAMA: la Fama è accompagnata da un corteo di uomini illustri e famosi capitani e guerrieri dell’antica Roma, poeti e scienziati.

5) TRIUMPHUS TEMPORIS o TRIONFO DEL TEMPO: Il Tempo distrugge i sogni di gloria.

6) TRIUMPHUS AETERNITATIS o TRIONFO DELL’ETERNITA’: raccogliendosi in se stesso, il poeta trova un mondo nuovo, immobile, eterno, senza tempo, illuminato dalla luce di Dio. Qui trionferanno in eterno i beati e Francesco Petrarca potrà infine un giorno rivedere Laura.

La materia autobiografica si vuole proiettare sullo sfondo del dramma umano tra Vizi e Virtù, tra desideri terreni e ascese spirituali. Ma la vicenda interiore soggiace all’intento artistico, all’emulazione, anche nello stile molto classicheggiante, dei grandi poeti.
L’architettura esterna non sa ben fondersi con la materia delle visioni, come è nella Commedia di Dante, e Petrarca non sa identificarsi nella psicologia di altri personaggi, i quali quindi rimangono freddi.

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