Il Canzoniere – Francesco Petrarca

Febbraio 11th, 2015 Posted by Letteratura italiana, Opere, Opere Francesco Petrarca 0 thoughts on “Il Canzoniere – Francesco Petrarca”

IL CANZONIERE

10 lett
Francesco Petrarca intitolò la sua raccolta di liriche in volgare RERUM VULGARIUM FRAGMENTA; i posteri la chiamarono RIME SPARSE dalla definizione del titolo del primo sonetto della raccolta, o anche CANZONIERE, cioè il Canzoniere per eccellenza.
Possediamo due raccolte parziali dell’opera: una inviata ad Azzo da Correggio nel 1360, l’altra del 1373 a Pandolfo Malatesta. La raccolta definitiva, compiuta nel 1374, è conservata nel codice Vaticano 3195, è in parte autografa, in parte trascritta da Giovanni Malpaghini ma revisionata dal poeta.
Comprende 366 poesie. Sembrava voluta da Petrarca stesso la successiva divisione del Canzoniere in rime “in vita” e “in morte” di Madonna Laura. L’editio princeps si ebbe nel 1470, mentre al 1501 risale l’edizione di Pietro Bembo. Le rime furono composte da Petrarca in tutta la sua vita e poi egli sentì l’esigenza di dar loro un assetto organico e di collocarle in un’opera che rappresentasse un progressivo, anche se non rettilineo, percorso spirituale.
La raccolta si apre infatti con la rievocazione degli effimeri amori del poeta, descritti come un “giovenile errore” e si conclude con la “preghiera alla Vergine”.

Le poesie sono unite cronologicamente, ma spesso anche in base a dei CRITERI ESTETICI (per stili o temi affini). Il tema centrale è l’IO del poeta, il suo oscillare tra ansie e gioie tutte terrene e amare delusioni e disillusioni. Si tratta di una CONFESSIONE INTIMA e APPROFONDITA, non un diario, ma il percuotersi di ogni vicenda o impressione nell’animo del poeta. L’unico accadimento è la morte di Laura, che dimostra definitivamente l’inconsistenza dei beni terreni e permette la proiezione dell’amore di Francesco Petrarca verso Dio.

1a lett
Laura è donna e simbolo della frustrante ricerca di beni materiali non caduchi. Solo nella seconda parte dell’opera, ovvero dopo la sua morte, ella appare più viva e concreta, ma è comunque vista eternamente giovani e bella. Spazio e tempo non contano. Contano invece il RICORDO e la FANTASIA (connessione laura-lauro).

L’amore di Petrarca è spoglio di qualsiasi allegoria stilnovistica, ma è valido come esperienza intima e personale. Petrarca stesso diventa il simbolo dell’uomo nella sua continua e interminabile ricerca dell’eternità in terra, che non si risolve mai nella quieta adorazione di Dio.
Ne nasce invece l’amara consapevolezza che la morte è già nella vita, nel nostro limite umano che svilisce ogni nostra alta ispirazione. L’unica consolazione è allora la poesia.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

No comments yet. You should be kind and add one!

Leave a Reply

Your email address will not be published.This is a required field!

<small>You may use these <abbr title="HyperText Markup Language">HTML</abbr> tags and attributes:<br> <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>