LA FAVOLA DI ORFEO

Fabula” in latino indica una composizione teatrale in genere.
Fu composta da Poliziano a Mantova, nel 1480, forse per invito del cardinale Francesco Gonzaga, in soli due giorni.

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TRAMA:
L’Orfeo è un mito classico, ispirato al racconto di Ovidio e al IV libro delle GEORGICHE di Virgilio.
Orfeo è un mitico poeta della Tracia, che col suo canto ammansisce le fiere e trascina perfino la natura inanimata. Sua sposa è Euridice.
Il pastore Aristeo si innamora di lei e mentre la insegue per farla sua, ella calpesta un velenoso serpente che la morde, uccidendola. Orfeo disperato decide di recarsi agli Inferi a chiedere a Plutone, signore del tenebroso regno, di riavere indietro la sua sposa. Il canto di Orfeo commuove Plutone ed egli gli concede Euridice, a patto che Orfeo non si volti a guardarla, finché non saranno tornati sulla terra.
Ma Orfeo non resiste alla tentazione, si volta e così Euridic sparisce per sempre tra le ombre. Orfeo allora vaga maledicendo il fato e l’amore e respingendo qualsiasi altra donna. Per questo motivo, le Baccanti, invasate dal Dio Bacco, lo fanno a brani.

Il mito di Orfeo fu particolarmente caro al Rinascimento: è visto come una simbolica esaltazione della poesia, della sua capacità civilizzatrice, della sua vittoria sul tempo e sulla morte.
Ma in Poliziano essa è soprattutto un’ELEGIA D’AMORE.
Ritroviamo il tema della giovinezza che fugge in fretta e va goduta subito. Essa è rappresentata dalla figura di Euridice.

Sembra che l’Orfeo di Poliziano sia la prima rappresentazione teatrale in volgare d’argomento profano.
Fino ad allora, infatti, il teatro conosceva solo SACRE RAPPRESENTAZIONI.
Da queste Poliziaino riprende la STRUTTURA SCENICA e le MOVENZE:
– la frammentarietà e semplicità della costruzione

– l’uso dell’ottava (mescolata anche ad altri metri, e perfino a un carme in latino cantato da Orfeo in lode del Gonzaga)

– un certo andamento popolaresco del linguaggio

STILE:
Il tono popolaresco corrisponde a una precisa scelta stilistica. Poliziano si rifa ai modi dell’ELEGIA BUCOLICA e PASTORALE, che si richiama alla semplicità dei canti dei rozzi pastori, e per questo, nel medioevo, era collegata allo STILE UMILE.
Ma a fianco di questo realisco, come nelle STANZE PER LA GIOSTRA, vi sono anche passi di elegante letteratura.


Leggi il profilo biografico di Angelo Poliziano

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