le stanze per la giostra poliziano

Le stanze per la giostra – Poliziano

Settembre 2nd, 2015 Posted by Letteratura italiana, Opere 0 thoughts on “Le stanze per la giostra – Poliziano”

LE STANZE PER LA GIOSTRA
Sono un poemetto in ottave composto tra il 1475 e il 1478 per celebrare Giuliano de’ Medici che aveva trionfato in una giostra (gioco di uomini armati a cavallo, in cui vinceva colui che riusciva a disarcionare l’avversario). Si voleva celebrare anche la donna amata da Giuliana, Simonetta Vespucci, a il motivo encomiastico è inserito in un’atmosfera leggendaria e favolosa in cui i personaggi sono trasfigurati.
Il poemetto resta incompiuto, probabilmente a causa della morte di Giuliano nella congiura dei Pazzi, proprio là dove sarebbe cominciato il motivo encomiastico.
le stanze per la giostra
TRAMA:
Julio è un giovinetto che non conosce che il piacere della caccia e delle armi e disprezza l’amore. Cupido, Dio dell’amore, offeso, decide di vendicarsi e durante una mattina di primavera, in una partita di caccia fa apparire davanti a Julio una candida cerva, frutto di un incantesimo. Il giovane, solo, la insegue, ma, giunta in un prato fiorito, la cerva sparisce e appare una bellissima fanciulla, Simonetta, di cui Julio si innamora. Cupido trionfante torna nel suo regno a Cipro, dove informa dell’accaduto la madre Venere, e qui finisce il libro primo.
Venere stabilisce che Julio debba conquistare Simonetta con qualche nobile impresa e manda al giovane un sogno per esortarlo, che preannuncia però anche la morte dell’amata. Julio si propone quindi di trionfare nella prossima giostra.

Qui il poemetto si interrompe. La sua pesia sta nelle atmosfere di sogno, di paesaggi immobili e come incantati, pervasi di un’intima grazia. E’ poesia descrittiva che traduce in immagini limpide e suggestive i sentimenti. La natura è favolosa e invita l’uomo a godere delle sue bellezze.
Non c’è l’interiorità assorta e meditativa di Petrarca, né ci sono problemi filosofici e morali.
L’amore non è sentito come elevazione spirituale, ma come un dolce godere dei piaceri della giovinezza.
C’è una tenue malinconia, nata dal senso della fugacità della giovinezza e della bellezza, ma è priva di drammaticità.
Le atmosfere sognanti si possono inserire nel genere dell’ IDILLIO, che fu particolarmente caro al Rinascimento e vantava un’antica tradizione greca (Teocrito) e latina (Virgilio). Esso esprimeva il desiderio di evasione dalla cupa realtà quotidiana per ritrovare una dolce armonia con la natura e l’esistenza.

Tre sono i momenti poeticamente più alti del poemetto:
1) La giovinezza pura di Julio.
2) Il suo incontro con Simonetta, che gli rivela un mondo di piaceri più intenso.
3) La descrizione del mondo di Venere, una sorta di paradiso terrestre dominato da Bellezza e Armonia.

Le poche ottave del 2° libro ci rivelano l’inaridirsi della poesia di Poliziano.


Leggi il profilo biografico di Angelo Poliziano

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