Schema metrico esametro latino: dattilo e spondeo

In questa lezione del Corso di metrica latina vedremo la scansione dell’esametro e il suo schema metrico, ossia quali sono e come sono disposti i piedi nell’esametro.

Se ti sei perso le precedenti lezioni, ti consiglio di recuperarle, prima di procedere con la lettura.
Per approfondire lo schema metrico base dell’esametro, recupera le lezioni 06 e 07 del Corso base di metrica latina, dedicate a:

  1. Principali piedi latini
  2. Principali versi in latino

Nella successiva lezione, invece, vedremo quali sono i tipi di cesure dell’esametro latino e dove cadono all’interno del verso.
Ma partiamo con ordine.

Tipi di piedi nell’esametro

L’esametro è composto, in tutto, da 6 piedi metrici e i rispettivi 6 accenti (da qui il nome “esametro”). Ci sono due tipi di piedi nell’esametro latino: dattilo e spondeo.

Dattilo: — ∪ ∪

Spondeo: — —

Il dattilo è composto da tre sillabe: lunga, breve, breve.
Dal suo schema metrico deriva il nome “dattilo”, ossia “dito”, in quanto le due brevi richiamano nella forma le dita di una mano.

Lo spondeo, invece, è formato da due sillabe lunghe.

L’accento metrico cade sempre sulla prima sillaba del piede, quella lunga. La posizione del piede su cui cade l’accento è detta “arsi”.

Per il concetto di quantità sillabica e suddivisione in sillabe in prosa e in poesia, recupera le Lezioni 01, 04 e 05, dedicate a:

Schema metrico dell’esametro

L’esametro è un verso ad accento mobile. Che cosa significa?
Significa che l’accento non cade sempre nella stessa posizione, all’interno del verso.

Attenzione: ciò non significa che l’accento non cada sempre nella stessa posizione del piede.
Come abbiamo detto, all’interno del piede l’accento va sempre sulla prima sillaba.

Come si spiega quindi questo accento “ballerino” nell’esametro?

A cambiare è la disposizione dei piedi nell’esametro.
I sei piedi, infatti, possono essere costituiti da dattili o da spondei, secondo un’alternanza variabile.
Avremo quindi:

1° piede = dattilo O spondeo
2° piede = dattilo O spondeo
3° piede = dattilo O spondeo
4° piede = dattilo O spondeo
5° piede = dattilo O spondeo
6° piede = piede costituito da due sillabe. La prima è lunga e ci cade l’accento; l’ultima è definita “Indifferens”, perché la sua quantità vocalica è indifferente, ai fini della scansione metrica.

L’ultima sillaba dell’esametro, quindi, sarà la tua migliore amica: non ti dovrai curare minimamente di lei.
Il ritmo del verso ormai è concluso, e non importa se l’ultima è breve o lunga.

esametro dattilico metro

Come definire quindi l’ultimo piede dell’esametro?

L’ultimo piede del verso potrà essere di due tipi:

Spondeo: — —

Trocheo: — ∪

In tutto, le combinazioni di dattili e spondei possibili sono più di 30 e non seguono alcuna regola prestabilita.
Non serve quindi impararle a memoria, bensì imparare a leggere l’esametro facendo il ritmo al verso.
Ne parleremo meglio in fondo alla lezione.
Ma prima chiariamo un concetto importante, quello di “esametro dattilico”.

Che cos’è l’esametro dattilico? E perché si chiama “dattilico”?

Nel corso dei tuoi studi di metrica latina, ti sarà capitato di sentir parlare di “esametro dattilico”.
L’aggettivo “dattilico” non indica che l’esametro è costituito di soli dattili.
Un esametro di soli dattili o di soli spondei è raro, per non dire impossibile. Nel corso del tuo studio della poesia latina, non lo incontrerai mai.

L’esametro dattilico è il tipo di esametro che troviamo normalmente. Il suo nome indica che il penultimo piede è SEMPRE costituito da un dattilo.
In penultima posizione, quindi al 5° piede, troveremo sempre un dattilo, secondo questo schema metrico:

esametro dattilico metro

Come determinare le posizioni di dattili e spondei nell’esametro?

Come abbiamo visto, la mobilità dei piedi non ci consente di sapere in modo certo dove cadono gli accenti sull’esametro latino.
Abbiamo però alcune certezze:

  1. La prima sillaba è sempre accentata
  2. In penultima posizione c’è sempre un dattilo
  3. La penultima sillaba è accentata e l’ultima è “indifferente” ai fini della lettura metrica

Ok, bene. E per tutte le altre posizioni?

Il metodo tradizionale per fare la scansione dell’esametro e distinguere quindi i dattili dagli spondei, per posizionare gli accenti nel modo giusto, consiste nel:

  1. Individuare le sillabe metriche
  2. Determinare la quantità delle sillabe
  3. In base alla quantità sillabica, stabilire se il piede è un dattilo (lunga breve breve) o uno spondeo (lunga lunga). Quindi in base alla quantità sillabica vengono “segmentati” i vari piedi, fino a trovare i 6 piedi dell’esametro e poter porre così i 6 accenti.

In particolare, nel caso del dattilo, si può seguire un “trucchetto” semplice ma efficace:

Basterà individuare una sola sillaba breve, per capire che anche la successiva è per forza breve.
Il dattilo, per definizione, ha bisogno di due sillabe brevi attaccate.

In altre parole: non potrà mai esistere nell’esametro una sillaba breve “singola”.
Le brevi vanno sempre in coppia: il dattilo ha sempre i due “ditini”.

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