L'accento e le sue leggi

L'alfabeto latino

Dicembre 17th, 2015 Posted by Letteratura latina, manualetto di grammatica latina 0 thoughts on “L'alfabeto latino”

L’alfabeto latino

L’alfabeto latino? Lo so, partiamo proprio da terra terra. Ebbene, cominciamo:

L’alfabeto latino è composto da 23 lettere.

Non le trascriveremo tutte qui, dato che sono le stesse dell’italiano.
E come in italiano abbiamo la divisione tra lettere MAIUSCOLE e minuscole.

Pensi che queste notizie siano troppo semplici e scontate? Non temere: nel corso del manualetto le cose si complicheranno! Goditi questi ultimi momenti felici…


CONSONANTI: uguali all’italiano + k e x
Una curiosità!
La “v” in realtà si leggeva “u”. In latino non c’era infatti il suono “vu”.
Per la scuola, però, noi semplifichiamo e la leggiamo “vu” comunque.

In ogni caso, se troviamo un’iscrizione come la seguente:l'alfabeto latino
sappiamo che “SENATVS” si legge “senatus”.

VOCALI: a, e, i, o, u. C’è anche la “y” è usata soprattutto in parole che derivano dal greco.

C’è una cosa che bisogna imparare fin dall’inizio, perché è molto importante!
Le vocali in latino hanno una particolarità diversa dall’italiano: si distinguono tra BREVI e LUNGHE.
Le brevi sono indicate con il segno “∪” sopra: ă, ĕ, ĭ, ŏ, ŭ
Le lunghe con un trattino “-” sopra: ā, ē, ī, ō, ū

Per noi la pronuncia non cambia, anche se un tempo probabilmente i “latini” le percepivano più lunghe o più brevi.

Questa distinzione è importante, perché una parola può cambiare il suo significato a seconda che abbia una vocale lunga o una breve.
Un esempio pratico?
mālum con la “ā” significa “mela”
mălum con la “ă” significa “male”

E quindi “lĭber līber” significa “libro libero”. Tra l’altro, puoi trovare il sito “Liber liber” QUI.
Esso mette a disposizione libri liberi, cioè gratuiti, per tutti!

La quantità vocalica è inoltre fondamentale per capire come si pronunciano le parole.
Ma di questo parleremo in seguito!

DITTONGHI: Sono due vocali unite in una sola sillaba. Noi le leggiamo come se fossero un suono solo.

I più frequenti sono:
ae -> a scuola lo leggiamo “e”. I latini probabilmente lo leggevano “àe”
oe -> noi “e”; loro “òe”
au -> “àu”
eu -> “èu”

Più rari i dittonghi: ei, oi, ui, yi

L’alfabeto latino deriva da quello greco, che a sua volta deriva da quello fenicio. Ora lo sai!

Un’ultima cosa, giusto per puntualizzare: i Latini non usavano la punteggiatura.
Lasciamo stare la facile battuta che neanche i giovani di oggi la usano… Loro proprio non conoscevano punti, virgole, virgolette ecc…
Per di più, non staccavano neanche le parole l’una dall’altra. Usavano la cosiddetta “scriptio continua“: scrivevano tutto attaccato.
(A proposito: hai mai notato che “tutto attaccato” si scrive staccato, e “staccato” si scrive tutto attaccato? Era così per dire…)


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