Un liceo classico tutto per sé

di Alessia Pellegrini


 

Un liceo classico; un’alunna determinata: Giada Montomoli porta avanti le umane lettere abbandonate.

Un liceo classico tutto per séLa campanella del primo giorno di scuola squilla anche al liceo classico San Bernardino degli Albizzeschi a Massa Marittima, provincia di Grosseto. Corse in aula, alunni sgambettanti, zaini troppo pesi e visi assonati.
Ma per il liceo classico non è affatto così: Giada Montomoli è infatti l’unica iscritta per quest’anno scolastico, abbandonata anche dai suoi due compagni dell’anno precedente, che hanno deciso di cambiare indirizzo.
Giada è però determinata a continuare per la sua strada, e afferma: “Avevo chiaro cosa volevo fare, continuare a studiare al liceo classico“.
Un’aspirazione che adesso si trova a seguire in una maniera un po’ insolita, avendo a disposizione un liceo classico tutto per sé.

Per seguire le lezioni di italiano e storia, Giada viene accorpata alle classi dell’istituto tecnico, ma per le materie di indirizzo, latino e greco, le lezioni si svolgono a tu per tu con i professori.
La preparazione assomiglia un po’ a delle ripetizioni private, e di certo Giada non può sgarrare con i compiti o passare inosservata se fa un’assenza, ma d’altra parte gli insegnanti si dimostrano molto comprensivi verso di lei.

Un liceo classico tutto per séE i buoni voti non lasciano dubbi sulla tenacia di questa ragazza, che a soli 16 anni esprime un pensiero troppo spesso dimenticato da persone molto più grandi e in teoria più avvedute di lei: “Voglio continuare gli studi classici, non è vero che sono lontani dal mondo di tutti i giorni, greco e latino aiutano ad aprire la mente e poi io penso che alle passioni non si debba rinunciare, a me piace molto studiare letteratura“.

La preoccupazione degli altri studenti è un bonario “Ma da chi copi?“, mentre la nostra è ben più seria: come faremo a costruire un futuro saldo, se abbandoniamo le fondamenta della nostra cultura?
La parabola decrescente del liceo classico è un fenomeno diffuso in tutta Italia e registra un generale disinteresse per quello che un tempo era considerato l’eccellenza della preparazione superiore, in vista del proseguimento degli studi all’università.

E a chi chiede “A cosa servono lingue morte come il latino e il greco?“, rispondiamo che il verbo “servire” non ha senso quando si parla di apprendimento, e lasciamo in conclusione una frase di Bernardo di Chartres:

Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.”

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