STORIA D’ITALIA

storia d'italia francesco guicciardiniL’attività letteraria di Francesco Guicciardini si apre, nel 1508, con un’opera storica, la STORIA FIORENTINA (che raccontava gli eventi della sua patria dal tumulto dei Ciompi alla battaglia della Ghiaradadda) e si conclude, nel 1540, con un’altra opera storia, la STORIA D’ITALIA, in 20 LIBRI.
Essa costituisce la sintesi, l’espressione piena di un’anima e di una vita.
L’inizio della stesura risale al 1535. L’opera cominciava con l’attuale libro 16°, cioè dagli avvenimenti incentrati sulla battaglia di Pavia del 1525 che aveva sancito il dominio spagnolo in Italia. Ma un forte impulso all’opera dovette aversi quando nel 1536 Guicciardini si recò a Napoli con il duca Alessandro, per difenderlo di fronte a Carlo V dalle accuse dei fiorentini fuoriusciti. La figura di Carlo V gli apparve come la personificazione di un nuovo secolo che si ergeva delle rovine di un crollo totale, di Firenze e dell’Italia intera.
L’opera è proprio la storia di questo crollo: va dalla morte di Lorenzo il Magnifico, cioè dalla fine della politica italiana d’equilibrio e dalle conseguenti contese egemoniche di Francesi e Spagnoli, fino alla morte di Papa Clemente VII, l’ultimo principe italiano che avesse tentato una grande politica. Egli aveva però compromesso la possibilità di un equilibrio italiano indipendente da potenze straniere, a causa dei suoi errori e delle sue irresolutezze.
La crisi italiana è vista da Guicciardini con ACUTO e ORIGINALISSIMO SENSO STORICO. E’ significativo il fatto che l’opera si apra e si concluda con la presentazione di due individui, Lorenzo e Clemente VII. L’autore, infatti, vede la storia come OPERA DI SINGOLE INDIVIDUALITA’, delle loro capacità e delle loro ambizioni e passioni, così come dei loro istinti e le loro debolezze. Egli quindi ricerca le intime RAGIONI PSICOLOGICHE da cui hanno avuto primo impulso i fatti: la logica degli eventi è ricondotta alla psicologia dei singoli personaggi.
Ma la libertà d’azione del singolo è limitata dalla FORTUNA, intesa come complessa rete di fatti e personalità concomitanti. Si ha quindi un’attentissima osservazione del reale.
Questa visione minuziosamente articolata eppure unitaria si riflette nello STILE: i periodi sono ampi, pieni di incisi e di proposizioni secondarie, ma organici, limpidi, costruiti secondo un chiaro e agevole ordine razionale. La ricerca della PAROLA ELETTA e PREGNANTE richiama un costante bisogno di razionalità e chiarezza.
La STORIA D’ITALIA è anche un’OPERA INTIMAMENTE AUTOBIOGRAFICA. Si sente sempre la TRISTEZZA, la desolazione che nasce dallo spettacolo della rovina d’Italia si fonde con quella più personale dell’autore che rivive la sua esperienza di uomo e politico. A ciò si aggiunge un più generale sentimento della INCAPACITA’ e MALVAGITA’DEGLI UOMINI, della INSTABILITA’DELLA FORTUNA, della PRECARIETA’ di ogni umano operare. Ci sono anche momenti di autentica SOFFERENZA MORALE.
Comunque l’intelligenza predomina sul sentimento e su tutto risalta la lucida analisi storica.


 

Leggi il profilo biografico di FRANCESCO GUICCIARDINI

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