Scansione metrica esametro: come fare e quali errori evitare nel leggere l’esametro latino

Nelle precedenti lezioni abbiamo visto qual è lo schema metrico dell’esametro, abbiamo parlato dell’alternanza di dattilo e spondeo e delle principali cesure dell’esametro dattilico.
In questa terza parte ci concentriamo sulla scansione metrica e, in particolare, vediamo quali sono gli errori più frequenti nel fare la divisione in piedi dell’esametro e come risolverli.

In questa lezione tratteremo alcuni concetti di metrica latina che abbiamo già affrontato nel Corso base di metrica latina.
Per approfondire, ci saranno i collegamenti alle sezioni specifiche.
In ogni caso, ti consiglio di procedere in ordine con le lezioni, così da fare tuoi i concetti base in modo più semplice.

“Versi che non tornano”

Sicuramente ti sarai imbattuto in uno di questi due errori nella scansione dell’esametro:

  1. Ops! C’è un accento in meno.
  2. Arg! C’è un accento in più

E, in alcuni versi più antipatici, gli accenti che non tornano possono essere anche più di uno. Avremo quindi casi di 8 accenti, o di un paio di accenti che proprio non saltano fuori, o di sillabe in più di cui non riesci a sbarazzarti.
Niente di irrisolvibile. Vediamo subito gli errori più comuni e qualche trucco che risolverà gran parte dei “versi che non tornano“.

Errori di scansione metrica: da cosa può dipendere?

1) Mancato riconoscimento dei dittonghi

Ti avevo avvertito che, nello studio del latino, era essenziale partire dalle basi.
Per ripassare i dittonghi latini, vai alla Lezione 01 Alfabeto latino e quantità vocalica.
A volte l’errore di scansione potrebbe essere risolto con facilità.

2) Mancata sinalefe:

La sinalefe è la figura metrica che “elide” la vocale finale di una parola, di fronte a una parola che inizia per vocale (o “h”).
Lo sapevi già?
Benissimo. In ogni caso, ricontrolla l’esametro per vedere se non ti fosse sfuggita qualche sinalefe.
Ricorda inoltre che la sinalefe avviene anche quando la parola termina per il gruppo VOCALE + M
Ah-ah! Trovato l’errore?

La “mancata sinalefe” può valere anche al contrario, ossia potrà esserci una “dialefe”, ossia un caso particolare in cui due vocali, che dovrebbero fondersi in sinalefe, rimangono separate.

Per un ripasso delle principali figure metriche che alternano la sillabazione nella poesia latina, ripassa la Lezione 05 sulle Figure metriche in latino.
Se conoscevi già anche questa regola, procedi con gli altri errori di scansione dell’esametro più comuni.

3) La sinalefe con il legamento “J”

Il legamento “J” è subdolo da scovare. Graficamente è indicato con una vocale, ma la differenza la si sente nella pronuncia.
In questi casi, quella che graficamente ci appare come una “i”, in realtà non è una vocale, bensì una semiconsonante.
Ciò significa che quella apparente “i” non può cadere, non dà luogo a una sinalefe. Ecco recuperata una sillaba.

Come accorgersi che la “i” è una “j” (iod)?

La “j” si trova spesso davanti ad altre vocali:

Es. “iunxit” [j]unxit

4) Versi ipermetri

Che cosa sono i versi ipermetri?
Versi con una sillaba in più rispetto al consueto numero di sillabe di un esametro, ossia con 7 sillabe invece di 6 sillabe.

Cosa fare con la sillaba in più?
In certi casi potrebbe cadere: in questo caso, si parla di “sinafia“.
La sinafia è una particolare forma di sinalefe che, anziché avvenire tra due parole, avviene tra la parola finale di un verso e la parola iniziale del verso successivo.
In questo caso, la vocale finale va a fondersi con la successiva e il verso torna a essere regolare, di 6 sillabe.

Ma ci possono essere anche casi in cui non ci sono figure retoriche. In questo caso, il verso è definito semplicemente “ipermetro”.
Ha una sillaba in più e così rimane.

Come leggere un verso ipermetro?

Leggilo come un normale esametro: sulla sillaba in più non cade alcun accento, non farci forza con la voce e fai come se non ci fosse.

5) Allungamento in arsi

Hai fatto la scansione del verso e sei sicuro di aver individuato bene le sillabe e la loro quantità.
Eppure quell’accento metrico ti cade proprio su una sillaba breve e sai che questo non è possibile…

Beh, c’è un’eccezione: l’allungamento in arsi.
L’allungamento in arsi è il fenomeno per cui una sillaba che dovrebbe essere breve si allunga per motivi metrici e viene considerata lunga.

Si è verificato il caso opposto? Una sillaba chiusa, che per definizione è lunga, ti “torna” come breve?
Possibilissimo, poiché la divisione in sillabe in poesia è diversa dalla prosa.
In poesia, la divisione deve tenere conto non delle singole parole, bensì di tutto il flusso del verso.
Perciò la sillaba che ti era sembrata chiusa, potrebbe non esserlo: la consonante che la “chiude” va, in realtà, insieme alla sillaba successiva.

Anche per questo concetto, vai alle Lezioni sulla sillabazione e le figure metriche del Corso base.

Potrà esserti venuta in mente una domanda:

E se gli accenti sono sei, ma l’esametro è sbagliato comunque? Come me ne accorgo?

Te ne accorgi in base al ritmo, ma per questo è essenziale imparare a leggere l’esametro tramite l’ASCOLTO ripetuto del testo.
Ascoltare l’esametro letto permette di interiorizzare il ritmo, così da non dover ricorrere alla scansione piede per piede di ogni singolo verso.
Ciò ti permette di velocizzarti nella lettura dell’esametro, di evitare tutti gli errori che (negli Audio Corsi di Omnes Litterae le figure metriche sono già segnalate).
Inoltre, se sei del tutto digiuno di metrica latina, o addirittura non hai mai studiato latino alle superiori,

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