QUINTO ENNIO
quinto ennio

VITA

Quinto Ennio nacque nel 239 a.C. a Rudiae, oggi Rudie, in Puglia, una regione in cui confluivano tre diverse matrici culturali di cui egli si dice composto. Afferma infatti di avere TRIA CORDIA = tre cuori:
1) matrice greca, con centro maggiore Taranto
2) matrice osca, dei centri minori indigeni
3) matrice romana dovuta all’occupazione

Dopo aver compiuto gli studi, probabilmente a Taranto, partecipò alla terza guerra punica (218-201 a.C.)
Nel 404 a.C. conobbe CATONE che lo introdusse a Roma, dove si fece apprezzare come autore di teatro e maestro di grammatica. Riscosse soprattutto le simpatie del ramo degli Scipioni (aperti alla cultura greca, soprattutto ellenistica).
Fu al servizio di Marco Fulvio Nobiliore nel 189 a.C., nella spedizione contro la lega achea, e raccontò la finale presa della città di Ambracia in una praetexta. Poi seguì Quinto, il figlio di Nobiliore, quando furono fondate Potenza, Picena e Pesaro, nel 184 a.C., anno in cui ottenne la cittadinanza romana.
Morì nel 169 a.C. ed ebbe una statua nel sepolcro degli Scipioni.

Quinto Ennio è l’esempio del POETA-CLIENTE, posizione importante per il ruolo degli intellettuali e il loro rapporto con il potere.

OPERA

TRAGEDIE, SATIRE, POEMETTI

Quinto Ennio predilige le tragedie e tre argomenti soprattutto dal ciclo troiano. I suoi modelli greci sono Eschilo, Sofocle, ma soprattutto Euripide da cui trae: l’approfondimento psicologico, riflessioni filosofiche, forte patetismo. Per ricalcare il pathos del tema, Ennio usa uno stile ricchissimo di ESPEDIENTI RETORICI (allitterazioni, omoteleuti, parallelismi e antitesi, sentenze di tipo filosofico).
A ciò si affianca un gusto dell’ORRIDO che verrà ripreso poi da Seneca. Per il suo stile si parla di SUBLIME ENNIANO.

SATURAE

Erano almeno 4 libri. Quinto Ennio inaugura questo genere letterario, caratterizzato da una grande varietà di argomenti, metri e stili (si va dal dialogo alla narrazione), fatto di aneddoti, favole, moralismi ecc.
Non si ha però l’atteggiamento aggressivo che si avrà invece in Lucilio.

SCIPIO

Sul modello dei poeti alessandrini, Ennio celebrò il vincitore della seconda guerra punica, Scipione l’Africano. Il tono è solenne.

EPIGRAMMI E ALTRI SCRITTI

Genere introdotto da Ennio per celebrare. Si usano i DISTICI ELEGIACI. Inoltre l’autore sperimenta anche un licenzioso genere parodico, nei “SOTA” (da Sotade di Maronea) e un trattato sui gusti alimentari (HEDYPHAGETICA), nonché scritti filosofici.

ANNALES

Il progetto originale era di 15 libri e, dalle origini di Roma, si concludeva con il trionfo di Marco Fulvio Nobiliore nel 187 ad Ambracia, ma poi fu aggiunta anche la storia più recente.
Furono composti tra il 189 e il 169 a.C. e la pubblicazione avvenne a più riprese.
Quinto Ennio fu il primo a dividere in libri la propria opera (18) e narrò la storia di Roma anno per anno, secondo lo schema degli ANNALES dei pontefici.
Grande importanza hanno i due PROEMI:
I libro: Ennio espone le sue teorie filosofiche (pitagorismo) e dice di essere la reincarnazione di Omero: in questo modo si pone come tramite della cultura greca, avendo in sé lo spirito del grande poeta greco.

VI libro: Ennio riprende la dinamica del sogno sul piano critico-letterario. Come Callimaco aveva criticato gli altri scrittori, nel proemio degli AITA, Ennio critica l’antiquata poesia in saturni dei suoi contemporanei (allude a Nevio), sostenendo di aver introdotto l’esametro greco e di aver potenziato gli studi con l’ispirazione divina.

STILE:
Quinto Ennio introduce l’esametro e lo porta ai limiti della sperimentazione, con numerose varianti. Usa molte allitterazioni e figure di suono (fonosimbolismo), tra cui anche le onomatopee. Fa anche spesso uso di versi anomali, ad esempio senza cesure, composti totalmente da dattili o da spondei.
Lo stile è molto vario: si va dai toni solenni (con uso di arcaismi, composti nominali, metafore erudite, allitterazioni, grecismi), ai toni dimessi della conversazione quotidiana (parole semplici, interiezioni tipiche del parlato, enjambement).
Al contrario dello stile scarno di Nevio, Ennio nella descrizione delle battaglie ricerca la massima sonorità ed efficacia rappresentativa. Inoltre non c’è più il senso dell’ “eroico collettivo”, come in Nevio: è il singolo ad avere importanza, anche se la collettività è celebrata implicitamente.
Alla “pietas” e alla “virtus” della Roma arcaica si aggiungono i valori ellenistici della SAGGEZZA, AMICIZIA, BUON GUSTO, CURIOSITA’ CULTURALE.

TEMI:
Si prediligono i temi bellici, con fini propagandistici: le sconfitte romane vengono taciute, così come le vicende di politica interna. Più spazio occupano episodi simbolici e le vicende recenti (tutta la seconda parte del poema). La prima guerra punica è meno trattata, perché già raccontata da Gneo Nevio.

MODELLI:
I modelli di Quinto Ennio sono Omero, Esiodo, Callimaco: la poesia greca antica e moderna.


Citazione:Volito vivus per ora virum” = Io sono vivo e volo sulla bocca degli uomini

 

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