Pronuncia latina: quali sono le differenze tra pronuncia tradizionale, ecclesiastica o scolastica, e pronuncia classica o restituta?

Come si pronunciano parole come “Caesar”; “Caelum”, dittonghi, “t” e “ph” secondo la pronuncia latina originale?
Quale pronuncia latina è preferibile adottare a scuola o all’università?

In questa lezione 03 del CORSO BASE DI METRICA LATINA analizziamo le caratteristiche delle due differenti pronunce del latino, quella ecclesiastica, che impariamo solitamente a scuola, e quella classica, o restituta, la pronuncia dell’età classica latina, appartenuta alle classi colte.
Faremo esempi concreti su come si pronunciano i dittonghi in latino, con parole e fonemi spiegati in modo semplice e chiaro.

Se ti sei perso le precedenti lezioni, recuperale nell’indice del corso base.

Non hai voglia di leggere? Guarda il video:

Pronuncia latina ecclesiastica o tradizionale

La pronuncia ecclesiastica, anche detta tradizionale, è il modo in cui pronunciamo il latino a scuola.
Questa pronuncia latino non corrisponde a quella degli antichi Romani, ma è stata sviluppata nel Medioevo, a partire dalla tarda latinità.
La pronuncia tradizionale è entrata poi nell’uso latino ecclesiastico ed è stata mantenuta e tramandata nel corso dei secoli.

pronuncia latina tradizionale o ecclesiastica

Questo tipo di pronuncia del latino è la più simile alla pronuncia italiana delle parole.

Come leggere i dittonghi e i suoni nella pronuncia ecclesiastica

Es.

CAELUM > leggiamo “Celum”

COENA > leggiamo “Cena”

La pronuncia è, in questo caso, molto simile alla corrispettiva parola italiana.

Diversa la pronuncia in caso di dieresi, ossia i due puntini sopra la vocale.
La dieresi ci segnala che le due vocali che formano il dittongo vengono considerate come divise: verranno quindi lette separatamente.

Esempio:

ÄER > leggiamo “Aer”

Esempio:

PHILOSOPHIA > leggiamo “Filosofia”

pronuncia ph latino

 

Esempio:

LAETITIA > leggiamo “Letizia”

Fanno eccezione le parole in cui l’accento cade sulla “i” di “ti”.
Ad esempio:

TOTÌUS > leggiamo “Totius”

Pronuncia classica o restituta in latino: dittonghi, “c” e “g”, suono “v”

La pronuncia restituta è quella che più si avvicina al modo in cui parlavano i Romani delle classi colte in età classica. Questo modo di pronunciare il latino prende il nome, infatti, di “pronuncia classica”.

pronuncia latina restituta o classica

Questo tipo di pronuncia ci consente di leggere oggi i testi in metrica latina in modo più elegante, poiché la resa è più conforme a quella che doveva avere per i Romani. La lettura in metrica con pronuncia restituta ci permette di individuare meglio alcune figure retoriche di suono, come le allitterazioni.
Per le differenze di pronuncia, vi consiglio l’ascolto del video di questa lezione.

Principali differenze della pronuncia restituta

AE > leggiamo “ae”

OE > leggiamo “oe”

Avremo quindi:

CAELUM > leggiamo “Càelum”

COENA > leggiamo “Coena”

Esempio:

CICERO > leggiamo “Kikero”

REGINA > leggiamo “Reghina”

PUGNA > leggiamo “pughna”

REGNUM > “reghnum”

AGNUS > “aghnus”

pronuncia restituta suono gn

Esempio:

LAETITIA > leggiamo “laetitia”

Esempio:

VITA > leggiamo “Uita”

La lettura metrica con la pronuncia restituta

Come accennato, la pronuncia classica o restituta ci consente di leggere la metrica latina in modo più elegante, permettendoci di godere appieno della bellezza delle opere latine.

Tuttavia, entrambe le letture del latino sono corrette: scegliere una o l’altra pronuncia dipende dalle vostre esigenze di studio. L’unica cosa importante è non mescolare i due tipi di pronuncia.

Nell’area dedicata agli audio corsi di lettura metrica, potete consultare le opere in poesia lette a voce alta in pronuncia restituta.
Un’occasione unica di imparare a leggere in metrica in modo fluido, elegante e fedele all’originale latino.

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