Opere del periodo fiorentino – Giovanni Boccaccio

Febbraio 11th, 2015 Posted by Letteratura italiana, Opere, Opere Giovanni Boccaccio 0 thoughts on “Opere del periodo fiorentino – Giovanni Boccaccio”

Opere minori:
Le opere minori di Giovanni Boccaccio sono caratterizzate da una grande COMPONENTE AUTOBIOGRAFICA che si vuole nobilitare attraverso uno STILE MOLTO ELABORATO, artificioso, secondo le regole della Retorica del Medioevo e che spesso però appesantisce e rende faticoso il dispiegarsi del discorso. Le fonti sono Ovidio e i classici latini.
Lo stile narrativo è dominato da un CONCRETO REALISMO e non vi sono intenti morali, poiché si punta a un LETTERATURA DI INTRATTENIMENTO E SVAGO.
Tema centrale è l’AMORE,visto come forza vitale istintiva, passione che avvince anima e sensi e non è più mezzo di elevazione spirituale, ma realistico moto del cuore.
Le opere minori di Boccaccio si dividono in: opere del periodo napoletano, opere del periodo fiorentino e opere erudite.

Opere del periodo fiorentino:

« NINFALE D’AMETO », 1341-1342
Il Ninfale d’Ameto di Giovanni Boccaccio è un’opera mista di prose e canti in terzine.
Ameto, rozzo pastore che vive nel territorio tra l’Arno e il Mugnone, un giorno vede una schiera di ninfe e si innamora di una di esse, Lia. Si ritrova con le ninfe e altri pastori a una festa per Venere e infine Lia lo immerge in una fonte purificatrice, grazie a cui Aneto può comprendere del tutto l’Amore. La storia ha un chiaro significato allegorico: l’amore è visto nel suo valore civilizzatore: Ameto è l’umanità rozza e ignorante che si eleva alla virtù divina grazie alle ninfe, le quali rappresentano le virtù cardinali e teologali.

« AMOROSA VISIONE », 1342
L’Amorosa visione di Giovanni Boccaccio è un poema in terzine a cui si ispirerà Francesco Petrarca nei Trionfi (dal 1352) e che segue lo stesso scema del Ninfale d’Ameto.

15 lett
« ELEGIA DI MADONNA FIAMMETTA »
L’Elegia di Madonna Fiammetta di Giovanni Boccaccio è la migliore opera in prosa prima del Decameron. È un romanzo in cui la protagonista narra in prima persona la sua vicenda d’amore per Panfilo. I due giovani sono Maria d’Aquino e Boccaccio stesso, ma la materia autobiografica è idealizzata e trattata con sereno distacco d’artista. Notevole è la finezza dell’analisi psicologica della protagonista che narra le sue esperienze e il dolore di quando Panfilo parte per Firenze. Dolore che sfocia nel tentativo di suicidio quando ella viene a sapere del tradimento di lui.
L’eleganza dello stile, tipica delle opere del periodo fiorentino, inceppa ancora un po’ la narrazione.

« NINFALE FIESOLANO », 1344-1346
Il Ninfale Fiesolano di Giovanni Boccaccio è la migliore tra le opere minori in versi, e migliore in assoluto prima del Decameron.
È una storia d’amore su uno sfondo mitologico. Il pastore Africo si innamora della ninfa Mensola che infine cede alle sue insistenze venendo meno al voto di castità alla dea Diana. Pentita, però, lascia Africo, il quale per il dolore si uccide. Il suo corpo cade in un fiume che prenderà il suo nome.
Mensola dà alla luce un figlio, Pruneo, e Diana la punisce disciogliendola nelle acque di un altro ruscello che prende da lei il nome.
Pruneo passa al servizio del fondatore di Fiesole e del distruttore del crudele costume imposto da Diana alle sue ninfe. I discendenti di Pruneo andranno ad abitare Fiesole e poi Roma, dopo che i Romani distrussero la città.
Alla storia p quindi legato il MOTIVO ENCOMIASTICO delle origini di Firenze. L’amore è comunque centrale e trattato con REALISTICA CONCRETEZZA e la FRESCHEZZA dei cani popolari.

« RIME »
Le Rime sono in gran parte esercitazione letteraria priva di poesia, con echi stilnovistici, danteschi, petrarcheschi e della poesia popolare. Hanno andamento prosaico e domina un realismo ricco di colori sereni e paesaggi idillici ma tutti concreti. Il tono non è lirico, ma ha il tono medio della narrazione.

« CORBACCIO »
Il titolo deriva da “Corbo” o “Corvo”, oppure da “Corbacho”, cioè frusta in spagnolo.
L’opera è posteriore al Decameron, satira acre e amara contro una vedova che rifiuta Boccaccio perché egli non è più giovane e non è ricco. Da qui parte una critica ai trucchi ingannevoli delle donne. L’autore esalta la propria dignità di uomo e poeta ed esprime il proposito di dedicarsi ora solo alla meditazione e agli studi umanistici.
Opera a metà tra le opere di fantasia e le opere erudite.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

No comments yet. You should be kind and add one!

Leave a Reply

Your email address will not be published.This is a required field!

<small>You may use these <abbr title="HyperText Markup Language">HTML</abbr> tags and attributes:<br> <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>