livio andronico odusia

Lucius Livio Andronico

Gennaio 1st, 2015 Posted by Età arcaica, Letteratura latina 0 thoughts on “Lucius Livio Andronico”

(Lucio) Livio Andronico
livio andronico odusia

VITA:

Nato a Taranto, Livio Andronico venne a Roma come schiavo durante la seconda guerra punica o durante la GUERRA TARANTINA (280-275 a.C.).
Divenuto liberto (=schiavo liberato), probabilmente grazie alle sue qualità di precettore, assunse il nome della gens del suo ex padrone, Livio, e forse anche il prenomen “Lucius”.
Le sue principali attività furono l’insegnamento e la composizione di opere teatrali.
Cicerone tramanda due date fondamentali della sua vita:
240 a. C.: viene rappresentato un dramma greco tradotto in latino.
207 a. C.: gli viene richiesto un carme propiziatorio in onore di Iuno Regina, contro la minaccia di Asdrubale, e l’impresa ha buon esito.

Come riconoscimento, al poeta fu istituito il COLLEGIUM SCRIBARUM HISTRIONUMQUE = collegio degli scrittori e degli attori, con sede nel tempio di Minerva, sull’Aventino.

Livio Andronico morì qualche anno dopo, probabilmente prima del 200 a. C. .

OPERA

IL TEATRO

Livio Andronico scrisse prevalentemente tragedie, rifacendosi al teatro di tipo euripideo (V sec. a.C.) che, essendo più musicato, era più vicino ai gusti dei romani, abituati al genere della “satura” (simile ai nostri varietà).
Preferì argomenti tratti dal CICLO TROIANO: Livio Andronico introdusse a Roma il gusto per l’orrore e i crimini incestuosi che in Grecia erano usati per ammonire i cittadini a non ripetere tali nefandezze.
Per supplire alla mancanza di miti di tal genere, i Romani adotteranno quelli greci.

Andronico usa uno stile arcaico molto solenne, dal tono epico a cui, invece, rinuncia del tutto nelle commedie, in favore di un linguaggio più quotidiano.

ODUSIA

Ci restano 35 frammenti di un verso circa l’uno.
L’Odusia è la celebre traduzione artistica dell’Odissea, scelta per il carattere più avventuroso della sua trama e per la maggiore fama che aveva a Roma.
Ulisse era un modello umano caro ai romani per le sue doti intellettive. Era visto come il pater familias insostituibile.
Livio Andronico non si limita a tradurre, ma rielabora la materia con un proprio stile, che vuole ricordare il LATINO ARCAICO degli antichi carmina: fa uso di parole ormai uscite dal lessico comune, parallelismi e numerose figure foniche, e ROMANIZZA l’originale greco facendo prevalere il PATHOS, sulla narrazione dei fatti.

Come verso usa il SATURNIO, corrispettivo italico dell’esametro greco, e inventa nuove parole per tradurre quelle greche (come ad esempio i nomi delle divinità).

La sua operazione artistica è particolarmente importante e il testo verrà inserito in ambito scolastico, per rimanere come punto di riferimento per gli autori di molte generazioni.

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