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Lezione 8, A: Le occlusive.

Ottobre 26th, 2015 Posted by Glottologia, Risorse di... 0 thoughts on “Lezione 8, A: Le occlusive.”

GLOTTOLOGIA – Appunti di glottologia Modulo B: la ricostruzione dell’indoeuropero

Lezione 8, A: Le occlusive.

All’indoeuropeo vengono attribuite le serie delle:

le occlusive dell'indoeuropeo
(secondo alcuni c’era anche la serie delle sorde aspirate: ph dh kh ) → il sanscrito le ha, ma era circondato da lingue non indoeuropee che le avevano. Forse le ha prese per imitazione.
Infatti questi suoni si confonderebbero con le occlusive sorde non aspirate.

Il problema delle troppe occlusive.

Nelle lingue germaniche c’è stato uno spostamento a catena: ROTAZIONE (o MUTAZIONE) CONSONANTICA (Lautverschiebung):
rotazione consonantica

Ci sono state 2 rotazioni consonantiche. La seconda ha riguardato soltanto l’Alto tedesco (quello meridionale: si fa riferimento all’altezza sul livello del mare). In Germania le pianure sono a nord (Basso tedesco).
Questo dà spiegazione di alcune divergenze con altre lingue.

La 1° Lautverschiebung (o legge di Grimm-Rask) è avvenuta prima di qualsiasi
attestazione delle lingue germaniche. La 2° è avvenuta intorno al IV-V-VI sec. d. C.
Lat: stratus – ita: strada
(part. Pass “sternere”) – ingl: streat
– ted: straβe (β= ss) → 2°Lautverschiebung. La “t” diventa “β”. C’è dunque uno spostamento a catena ma con esiti diversi.

2° ipotesi:
1) Spostamento a propulsione: tutte si spostano in base alle altre che prendono il loro posto a partire dalla semplificazione delle occlusive sonore aspirate.
2) Spostamento a trazione: ognuna delle serie prende il posto dalle altre a partire dalle occlusive sorde.

» Lingue slave o celtiche fanno una fusione tra sorde e sonore, senza segnalare più alcuna distinzione.

» Greco: sorde e sonore rimangono invariate. C’è un assordimento delle occlusive sonore aspirate.
Occlusive sonore aspirate bh dh gh
→ occlusive sorde aspirate ph th kh
→ fricative sorde f ϑ x (nel passaggio tra l’epoca classica e il periodo ellenistico)

Si usavano comunque gli stessi segni grafici che poi indicano suoni diversi, la cui ricostruzione è possibile da alcuni indizi:

– il greco ha trasmesso alcuni suoi termini al latino e le voci che da “ph” sono passate a “f” hanno entrambi gli esiti a seconda dell’antichità in cui si sono prese le voci greche, e ciò testimonia l’evoluzione nella pronuncia di uno stesso grafema.

Es. lat: ampulla = ampolla
(diminutivo di “ampora”)
Questa parola è entrata nel lessico latino in 2 momenti successivi.
Da un certo periodo troviamo anche: amphora < greco: amforeus
Acc. Amforea > amforà (ea> a per contrazione) → lat: àmfora (l’accento non può cadere sull’ultima sillaba).

Es. greco: symfònia > lat: sympònia > ita: zampogna
> lat: symphonia > ita: sinfonìa

» Latino: le occlusive sorde e sonore rimangono invariate.
occlusive sorde p t k → occlusive sorde p t k
occlusive sonore b d g → occlusive sonore b d g

Le occlusive aspirate hanno esiti complicati:

esiti latini delle occlusive aspirate


Vai alla SECONDA PARTE della lezione 8: Le occlusive.

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