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Lezione 11: Apofonia

Ottobre 27th, 2015 Posted by Glottologia, Risorse di... 0 thoughts on “Lezione 11: Apofonia”

GLOTTOLOGIA: Ricostruzione dell’indoeuropeo: il fenomeno dell’apofonia

Lezione 11: Apofonia.

Forse l’i.e. aveva 5 vocali brevi e 5 vocali lunghe ma non erano tutte di egual valore.
* i * u → realizzazioni vocaliche di * j e * w (erano varianti)
* o → nelle alternanze apofoniche con “e”
* a → compariva raramente
Le vocali lunghe erano date dalla coalescenza di vocali breve + laringali
→ la vocale più frequente è la “e”, tanto che alcuni estremisti hanno sostenuto fosse l’unica
vocale. Però non si trovano lingue con una vocale, poche con due, di norma 3.

APOFONIA: complesso meccanismo di alternanza vocalica. Può essere:
1) QUALITATIVA:
e ; o ; zero vocale Ø
grado normale; grado “o”; grado zero

2) QUANTITATIVA:
e ; ē ; ō ; o

Es. greco: pa-ter = colui che fa qualcosa
nom plur: pa-ter-es GRADO-e
acc sing: apator-a agg = senza padre GRADO-o
gen sing: pa-tr-os GRADO-Ø
nom sing: pa-ter GRADO-e
nom sing: a-pa-tor GRADO-o
dat sing: pa-tr-i GRADO-Ø

→ i diversi gradi apofonici di -tVr- non sono però l’elemento più importante e distintivo. Il
ruolo distintivo lo hanno piuttosto le desinenze.
→ le alternanze vocaliche non sono attribuibili al contesto.

L’apofonia è chiaramente un esempio di morfologia non concatenativa. Ogni lingua usa il grado apofonico che “piace”

Es. lat: pĕdem (*ṃ) – greco: poda
Probabilmente in i.e. c’era una differenza di valore tra ped- e pod-.
Però nominativo: pede ; pedica = ceppi per i piedi (la forma è la stessa)

Es. tdg-o = coprire
tŏg-a = abito tipico romano
→ spesso si ha “e” nel verbo; “o” nel nome

Es. greco:
tém-n-o = tagliare
tòm-os = che è tagliato
tom-e = il tagliare
→ solo il grado Ø sembra dipendere dal contesto (fuori accento)
(Anche dove si trovi fuori accento perché esso si è spostato dall’i.e.)

Es. dativo plurale: pa-trà-si (tr < ṛ)
< pa-tṛ-si Il greco ha ritirato l’accento
sscr: patṛsù
Il greco conserva meglio l’apofonia, il sanscrito no perché ha cambiato tutto in “a”.

Es. leipo = lasciare / presente GRADO-e
loip- tema perfetto GRADO-o
lip- tema aoristo GRADO-Ø
ljp-> lip Forse l’i.e. aveva questa alternanza per segnalare il tempo. L’AUMENTO è un’innovazione centrale (greco, sanscrito, lingue viine): Omero non lo usava quasi mai.
Leipo ; leloipa ; (e)lipon ; eleipon)

Nelle altre lingue l’apofonia si è persa (in INGLESE solo pochi verbi la hanno, altri l’hanno acquistata per attrazione)
Es. ingl: foot <*pod

Es. lat: GENU GRADO-e
greco: gon-u GRADO-o
ingl: knee <* gn- GRADO-Ø
GENUA (genova) = città sul ginocchio, nell’incavo (il golfo ligure è molto arcuato e Genova
è nel mezzo)

I problemi maggiori li abbiamo al grado zero
CVC oppure CV Lg C
→ CC e c’è il rischio di mutamento tra consonanti (per esempio assimilazione)
Es: pod- → pd → bd greco: epì-bd-a (il giorno lavorativo subito dopo la festa, ciè ai piedi della festa) C’è assimilazione regressiva

gomgn-
nux (in ginocchio)

temtm-
esis

CELARE = nascondere
CL-AM = di nascosto

NIDUS (nido) grado zero di “sed”!!!
*ni-sd-os > * ni-zd-us > ni-dus con allungamento di compenso della “i” prima breve
prefisso “ni” dall’alto verso il basso, diffuso nel sanscrito

C V Lg C → C Lg → CVC
l e j p > l j p > lip Il legamento si vocalizza in vocale breve
f e w g > f w g > fug tema dell’aoristo

C V (L/N) > C (L/N) > C+esito della sonante
t e n (teino < *tenio = tenere) .> tn (es. tendo)
→ ta-tòs
→ tén-tus (tentòs > téntos > téntus)
→ sscr: tatàh

nominativo: anér (uomo)
genitivo: andròs
dativo: andrì
dat plur: andràsi < anràsi < anrsi < anrsì

Il greco conserva i dittonghi (es. feugo), il latino no!

fug-io
come teino (tenio)
Infatti il perfetto è fugi
Dal grado zero per attrazione polare del vecchio feug- (come in geco: aoristo “(e)fugon”
Infatti fug-a (u breve)

Conduco vs Condotto
in lat in lat dà “ŭ”
dà “ū”
CONDŪCO < *dewk-o
vs CONDŬCTUS < *dw

lat: coquina vs osco: popina
> quoquina
In osco era coquina con assimilazione in “quoquina” e peoi semplificazione?
Greco: tess-o (= cucinare)
< kw j-oss quindi era: *pekw j- < *kwekw
Avrebbe dovuto essere “tesso” (perché era “*kwre) quindi è un prestito dai dialetti non
attici (forse eolico) in cui le labiovelari diventano labiali.

Neogrammatici: movimento linguistico tdesco da metà 800 che sosteneva l’ineccepibilità delle leggi fonetiche (cioè l’assenza di eccezioni): “l’uomo ha la stessa possibilità di modificare le lingue come l’usignolo di modificare il suo canto” (cioè nessuna, perché la lingua era vista come una scienza naturale e quindi ineccepibile).
I neogrammatici volevano spiegare molte eccezioni usando Werner.
Un’eccezione ad esempio sembra l’esito italiano:
lat: p t k → ita: p t k
ma anche → v d g
Spiegazione: p t k sono l’esito toscano, b d g è imitazione di esiti dei dialetti del nord italia, provenzali, francesi. I neogrammatici spiegavano le eccezioni con: analogia o prestiti.

La teoria dello svah

ŠVAH (ə)
Molte lingue i.e. moderne hanno lo svah, ma sono slegati dall’i.e. !!! Sono esiti secondari.
È stata usata la teoria dello svah per spiegare le corrispondenze vocaliche bizzarre.

Es. pàter
patér – sscr: pitàr
faδar (e altre satem
O la “i” del sscr: è diventata “a” nelle altre lingue (ma questo è difficile e complesso) o è
solo in inglese, ma basta)

Es. stàtus
statòs – sscr: sthitah
staos

Come giustificare queste strane corrispondenze?
Nessuna lingua conserva la vocale i.e., ma hanno interpretato a loro modo una terza
vocale: ə
Quindi dovrebbe essere: pətér con ə
→ “a” nelle lingue occidentali
→ “i” nelle lingue orientali
Perché il greco ha indizi per 3 svah differenti (uno colorato “a”, uno “e” e uno “o”): è un succedaneo (cioè ultima prosecuzione).

dhagreco:
ϑ → tì-ϑe-mi (I singolare); tì-ϑe-men (I plurale)

Presente: fa-c-tus lat.
Ma perfetto fē-ci ; ϑe-tòs greco ; dhi-tà sscr.
< dh ə1-tò < d ə3-tò-

1) ə1 → e
2) ə2 → a
3) ə3 → o
Esiti:
– tutti ə > “a” occidente
> “i” indoiraniche
– greco: e, a, o
Quindi gli svah sono la vocalizzazione del grado zero del legamento laringale, esattamente come le sonanti. I 3 svah fuori dal grado zero sono 3 fricative laringali divise (H).

Status
sta-tòs < stə2-tòsthi-

*d ə3tòs < d H3 tòs
Quindi il grado normale è deH3
In tutte le lingue le H sono sparite, tranne nell’Ittita. Quindi al grado zero erano eH1 eH2 eH3, e cosa hanno fatto?
Hanno colorato la vocale “e” e, cadendo, hanno allungato la risultante.

Quindi făcio vs fē-ci è regolare!!
Facio (grado o) e feci (grado normale)

→ *édhH1 vs *dheH1-
apofonia

Es. datus vs dōnum è regolare?
Sì:
dH3-tus vs deH3-num
də3-tus / doH3-num
da-tus / dō -num

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