Lettres Persanes: un’epoca per corrispondenza

Consigliato da: Alessia Pellegrini


Lettere Persiane

Charles-Louis Secondat , barone di Montesquieu (1689-1755) è l’autore di questo romanzo interessante per il pubblico settecentesco, quanto per quello dei tempi attuali: Lettere Persiane.
Montesquie sfrutta il travestimento esotico (la Persia,per l’appunto) per creare nuovi e vari punti di vista.
Si tratta di un romanzo epistolare , sottogenere che nel ‘700 ha particolarmente fortuna, e il cui prototipo sono le “Lettere di Eloisa e Abelardo”.

La Trama e i protagonisti

Due viaggiatori persiani arrivano al porto di Livorno e poi vanno in Francia.
Iniziano la loro corrispondenza che include le lettere tra i due e anche con chi è rimasto nella loro patria.
Il popolo francese è dunque visto da questo particolare punto di vista, da due appartenenti a una diversa e affascinante cultura, ovviamente sempre filtrata dallo scrittore francese .

I due persiani hanno caratteristiche molto diverse tra loro:

USBEK è il più maturo e problematico. Ha lasciato le sue mogli per conoscere altre culture.

RICA è il più giovane, leggero e scherzoso.

E come i loro caratteri, si differenziano i toni delle loro lettere.

Un po’ di analisi…

Nel romanzo di Montesquieu, chiunque disprezza chiunque : con una sorta di movimento narcisistico, ognuno considera la sua posizione più importante delle altre.
Questo vuol essere una sorta di psicologia sociale, in cui ognuno tende a disprezzare chi sia diverso da lui.
Si affronta dunque la tematica del rapporto tra “io” e gli “altri”, nella visione relativisa che è cara a tutto il ‘700.
Il mondo è vasto e ben vario, ma la tendenza degli uomini è quella narcisistica di elevare se stessi come superiori a tutti gli altri.
C’è una critica all’egocentrismo, che qui si oppone al cosmopolitismo .

Nelle Lettere Persiane vengono affrontati anche vari temi di attualità :
– il re di Francia e lo stesso Papa vengono definiti “gran maghi”: riescono infatti a sottomettere un intero popolo approfittando della sua vanità e credulità.
– La critica religiosa investe sia il cristianesimo che l’islamismo.
Essi vengono confrontati e ne eergono le analogie, ovvero il loro carattere vanamente veritiero che serve da una parte a legittimare l’assolutismo monarchico francese, dall’altra il dispotismo orientale.
– La società orientale è criticata anche al suo interno, nel ruolo predominante dell’uomo sulla donna,
In questa critica si inquadra la vicenda di Roxane , la favorità delle mogli di Usbek che, in Persia, si rieblla al controllo degli eunuchi andando in contro a un tragico destino.
La sua storia rappresenta il tragico epilogo di un’esistenza privata della libertà.

Insomma, sotto la finzione letteraria, ci sono moltissimi temi ideologici.

Elementi orientali e ambienti parigini si mescolano, comparano, distanziano, attraverso le lenti deformanti dei vari punti di vista.

Conclusioni

Un libro emblema dello spirito illumista della Francia settecentesca, ma che ancora oggi può fornire spunti attualissimi e intrattenere piacevolmente.
Non è un libro “datato”, anche se ovviamente non si presenta come lettura poco impegnativa, dal momento che, più che una trama, troviamo descrizioni, riflessioni e, ovviamente, temi ideologici.
In ogni caso non lo definirei un “mattone” rivolto solo agli “addetti ai lavori”!L’edizione Oscar Mondadori si presenta nella consueta classe ed eleganza, con il bel faccino di Montesquieu in copertina 🙂
E’ a cura di Vincenzo Papa e vi si trova anche uno scritto di Paul Valéry .

Il costo di questo viaggio tra oriente e Parigi condito da temi intramontabili?
9 euro per circa 300 pagine : un vero affare 😉

Buona lettura a tutti!

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