gaio sallustio crispo

Gaio Sallustio Crispo

Dicembre 1st, 2015 Posted by Autori di letteratura latina, L'età di Cesare, Letteratura latina 0 thoughts on “Gaio Sallustio Crispo”

Gaio Sallustio Crispo

Vita e opera di Gaio Sallustio Crispo

VITA

Gaio Sallustio Crispo nasce il 1° Ottobre 86 a.C. a Amiternum, nella Sabina da una famiglia agiata.
A Roma nel 52 fu tribuno della plebe e avversò Milone, uccisore di Clodio e difeso da Cicerone.
Nel 50 l’aristocrazia lo fece espellere dal senato per indegnità morale.
Durante la guerra civile si schierò con Cesare e reintegrò le sue fortune politiche. Cesare, dopo la vittoria, lo riammise in senato. Nel 46 gli affidò la provincia dell’Africa Nova, che governò con approfitto. Per questo venne accusato di concussione e Cesare lo indusse a ritirarsi a vita privata. Morì nel 36 a.C. .

OPERE

Di Gaio Sallustio Crispo ci restano due monografie storiche: il DE CONIURATIONE CATILINAE e il BELLUM IUGURTHINUM, e un’opera storica, le HISTORIAE, rimasta incompleta a causa della morte dell’autore.

Le monografie storiche:
Per Sallustio la storiografia è un’indagine sulla crisi politica, sociale, di valori di Roma. Egli sceglie come argomenti due momenti culmine di questa crisi e rinnova la storiografia, distaccandola dal sequenziale stile annalistico (suo unico precedente può in parte dirsi Celio Antipatro).
Nei proemi l’autore dà spiegazione della sua scelta di fare storiografia, rivalutando positivamente l’otium letterario come attività più nobile e utile per lo stato, in un momento in cui questo si trova tra tanta corruzione e dissolutezza.
Le critiche di Sallustio sono da considerarsi valide, nonostante l’evidente contrasto con il suo operato nella provincia di cui era governatore. La dignità dell’otium è però molto meno viva che in Cicerone e, in Sallustio, rimane sempre asservita ala politica.
Nel proemio del DE BELLUM CATILINAE vi sono rivendicazioni più “timide” che si fanno invece aspra polemica nel proemio del DE BELLUM IUGURTHINUM. In entrambi i proemi vengono proposti luoghi comuni filosofici, come il dualismo di corpo e anima, la quale, se prevale, induce a sviluppare la virtus e non gli istinti. L’argomentazione non avviene con sequenziali passaggi logici, ma per massime solenni.

>> DE CONIURATIONE CATILINAE (46-40)

Gaio Sallustio Crispo narra l’episodio della congiura sventata da Cicerone nel 63.
Grazie a due excursus viene recuperato un filo logico del racconto delle vicende.
Il primo è la cosiddetta “ARCHEOLOGIA”, così chiamata perché riprende quella di Tucidide, e mostra il valore degli antichi contrapposto all’avidità e alla dissolutezza dei contemporanei. L’origine dei mali è fatta risalire al periodo successivo alla distruzione di Cartagine, nel 146 a.C., ma ancora non sono indicati i motivi razionali o sociali: tutto è visto in senso moralistico; la storia si sviluppa attraverso virtù e vizi. Il maturarsi dalla virtus arcaica ai vizi contemporanei è visto come un improvviso capriccio della fortuna. Il culmine della degradazione viene indicato nell’Età di Silla.
Catilina viene descritto come un personaggio frutto del suo tempo, ma anche naturalmente predisposto al male. La sua arte adulatoria, per quanto portata alla malvagità, è vista con un fondo di ammirazione, che è ben evidente nella sua gloriosa morte in battaglia, alla fine dell’opera.

La distorsione politica di Sallustio:
Gaio Sallustio Crispo dipinge i congiurati come un gruppo di giovani depravati provenienti soprattutto dall’aristocrazia corrotta. E’ in questo ceto che Sallustio pone le basi della congiura, evitando di approfondire le cause più reali del movimento, le quali, nel profondo, avrebbero potuto avere molti punti in comune con la politica dei populares e di Cesare, che egli appoggiava.
Catilina infatti sottolinea il grande e ingiusto divario tra la nobiltà corrotta e depravata e i poveri cittadini costretti a subire i suoi soprusi. Nel discorso di Catilina ai suoi complici emergono tali aspetti, molto vicini ai populares.
Sallustio critica però anche il regime dei partiti, individuando nella lotta tra nobilitas e populares una delle cause di debolezza principale, che espone a tentativi sovversivi.
Il programma di Cesare lo avvicinava pericolosamente alla congiura e Sallustio ricorse a vere e proprie modificazioni storiche per distogliere da lui i sospetti.
La data della congiura viene anticipata dal 63 al 64 e i congiurati vengono dipinti come delinquenti, nobili in rovina, ex sillani caduti, in un dipinto del “male” molto riduttivo dal punto di vista storico.
D’altra parte Sallustio aveva scarsissime notizie sulla congiura e, nel ricostruirla, mostrò grande abilità e a volte parziale ma necessaria inventiva.

Cesare e Catone:
Sallustio accresce la sua indagine moralistica introducendo un confronto tra Cesare e Catone, entrambi chiamati a dare la loro opinione sulla pena spettante ai congiurati.C
Cesare propone di imprigionarli nei municipi meglio difesi, dando prova ancora una volta della sua clementia e della sua mitezza, qualità “moderne”, ma cariche della più nobile energia.
Catone propone, intransigente, la pena di morte. Egli è portatore dei valori più rigorosi del mos maiorum e le sue virtù, che spesso si confondo con quelle del suo avo (Catone il Censore) sono l’amore per l’ordine e la condanna per le res novae: esse sono completamente asservite alla res publica.
Le due figure non hanno quindi qualità antitetiche ma complementari.

La speranza politica di Sallustio:
Gaio Sallustio Crispo si auspica una figura autoritaria che risollevi, nel rispetto delle istituzioni repubblicane, le sorti dello stato con valore e fermezza. Cesare corrispondeva in parte a questo ideale, non fosse stato per la troppa importanza che aveva acquistato il suo esercito, potenza mal vista dai ceti possidenti. Sallustio vorrebbe una concordia tra tutti i ceti medi, qualcosa di simile a quella ciceroniana dei “boni”.

Cicerone:
La figura di Cicerone viene molto dimensionata, anche se non denigrata, e le sue titubanze e incertezze profondamente umane ne sminuiscono il valore e la consapevolezza del suo operato istituzionale. La congiura sembra essere stata sventata grazie al caso.


 

Continua a leggere le ALTRE OPERE di Sallustio.

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