gaio lucilio suessa aurunca

Gaio Lucilio

Gennaio 5th, 2015 Posted by Autori di letteratura latina, Età arcaica, Letteratura latina 0 thoughts on “Gaio Lucilio”

GAIO LUCILIO

VITA

gaio lucilio suessa auruncaGaio Lucilio nacque in Campania a SUESSA AURUNCA (oggi in provincia di Caserta), da una nobile famiglia, nel 180 a.C. e morì a Napoli nel 102 a.C.. Fu legato da rapporti di amicizia con SCIPIONE L’EMILIANO (l’espugnatore di Cartagine) che seguì in Numanzia (Spagna) nel 134-133 a.C. .
Fu quindi avverso alla famiglia dei Metelli, ma non si sminuì mai il suo prestigio, anche perché rimase sostanzialmente fuori dalla politica e alla compravendita di appalti, nonostante fosse un EQUES.
Ebbe molti rapporti con letterati e uomini colti, primo tra tutti POLIBIO, suo maestro, il filologo PANEZIO e il commediografo TERNZIO.

OPERA

SATURAE
La raccolta comprendeva 30 LIBRI e fu ordinata da editori postumi in 3 blocchi, di cui il secondo è il più antico: 1-21; 22-25; 26-30. La maggior parte è composta in esametri, ma nulla sappiamo sulla loro estensione e i loro temi.

PUBBLICO E INTENTO:
Gaio Lucilio è il primo autore latino che pone esplicitamente il problema del pubblico (nel libro 26°): egli non vuole essere letto dagli ignoranti (INDOCTISSIMI) che non lo capirebbero, né dai troppo dotti (DOCTISSIMI) che ne sanno più del poeta stesso.
I nobili colti a cui si riferisce sono quella classe dell’alta aristocrazia persa nella venerazione dei modelli ellenici e che non possiedono legami con la vita comune e concreta. Lucilio si rivolge al CETO MEDIO, quella fascia dell’alta società legata comunque ai NEGOTIA.
L’intento delle SATIRE è appunto quello di intrattenere nei momenti d’otium e, allo stesso tempo, di arricchire dal punto di vista umano e culturale.

L’AUTORE E L’OPERA:
Lucilio non fa della scrittura la sua professione, poiché non è un genere maggiore, che abbia applicazione politica (come la commedia) e la sua posizione sociale elevata gli permette di dedicarvisi come a un pasatempo, una poesia “non professionale”.

STILE E GENERE:
Gaio Lucilio sposa uno stile dimesso, simile al parlare comune (SERMO = conversazione, prosa) ed è il primo a fornire un esempio di RECUSATIO: rifiuto di dedicarsi a un determinato genere, poiché ci si dichiara incapace di farlo. La pratica sarà molto usata in Età augustea, dove gli autori si vorranno sottrarre alla richiesta di celebrare il regime.
Lucilio critica l’artificiosità delle tragedie e dell’epica ed è anche il primo CRITICO DELLO STILE.

TEMI:
Gaio Lucilio introduce il tema dell’AUTOBIOGRAFIA e della CRITICA AI CONTEMPORANEI. Parla anche d’amore, ma nella sua più cruda fisicità, e introduce molti aneddoti personali. La sua invettiva contro i costumi contemporanei è violenta e mai timida: cita i nomi e i cognomi e riflette quella crisi di vecchi e nuovi valori dell’età sillana, parteggiando per i primi, ma proponendo “un giusto equilibrio” tra vecchio e nuovo.

Non è chiaro il legame di Lucilio con la filosofia.

ORAZIO E LA CRITICA:
Orazio apprezzava la denuncia di Lucilio e l’elemento autobiografico, ma ne criticava lo stile troppo duro, trascurato e arcaico.

LUCILIO “PRENEOTERICO”?
Alcuni elementi dell’opera di Gaio Lucilio preludono alla poesia neoterica: scelta del genere minore per esprimere personali esperienze, la delimitazione del pubblico, il rimanere fuori dalla politica, l’interesse per la lingua e la “filologia”.
Tuttavia Lucilio dimostra un attaccamento a una morale di tipo arcaico che si riflette nel suo stile scarno dal punto di vista formale e vivace fino al pittoresco in scene e aneddoti, del tutto privo di labor limae. Inoltre è sempre presente l’elemento politico che viene costantemente criticato. I “sentimenti” di Lucilio si distanziano inoltre molto dala sensibilità alessandrina.

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