Catullo Carme 38

Metrica, testo, traduzione e paradigmi di Catullo Carme 38.

Il carme 38 di Catullo ha come destinatario l’amico Cornificio, da identificare forse con Quinto Cornificio, uomo politico che però non disdegnò anche l’attività poetica. Di lui abbiamo alcuni endecasillabi e un solo verso di un epillio dedicato a Glauco, dio del mare.
Qui Cornificio è rimproverato per non aver rivolto neanche una parola al poeta, che “sta male”. Forse si tratta di una malattia fisica, ma è probabile anche che sia uno stato di depressione o dolore.
Catullo ribadisce come una parola di conforto da parte di un amico, e per giunta un poeta, possa risollevarlo dallo stato in cui si trova. Egli si accontenterà di qualsiasi cosa, persino di un canto che sia più triste di quelli di Simonide, poeta greco famoso per i suoi “threnoi”, carmi che era solito scrivere per accompagnare le cerimonie funebri.
Questo carme permette di osservare, pur nella sua brevità, due temi cari a Catullo e alla poesia neoterica: il tema dell’amicizia e l’amore per la poesia, capace di risanare un cuore afflitto per un amore non ricambiato o di riportare serenità quando si è giù di morale. Il potere della parola è sottolineato dal richiamo al poeta Simonide [leggi l’approfondimento sul nome QUI], il cui tema “funerario” richiama anche la tristezza del malessere di Catullo in questo carme.

Catullo carme 38

Metro: Endecasillabi faleci

catullo carme 1

Catullo Carme 38 

Màlest, Còrnificì, tuò Catùllo,
màlest, me_hércule, ét labòriòse
ét magìs magis ìn diès et hòras.
Quèm tu – quòd minimùm facìllimùnque_est-
quà solàtus es àllocùtiòne?
ìrascòr tibi. Sìc meòs amòres?
Pàulum quìd lubet àllocùtiònis,
màestiùs lacrimìs Simònidèis.

Traduzione Catullo Carme 38

Sta male, o Cornificio, il tuo Catullo,
sta male, per ercole, e penosamente
e sempre più di giorno in giorno e di ora in ora.
Forse che tu -cosa che sarebbe facilissima e da nulla-
lo hai consolato con qualche parola di conforto?
Sono adirato con te. Così è l’affetto [per me]?
[Mandami] una qualsiasi piccola cosa di parola
più triste delle lacrime di Simonide.

Paradigmi:

Sum, es, fui, esse = essere

Solor, aris, atus sum, ari = consolare

Irascor, eris, iratus sum, iràsci = essere adirato

LUBET sta per “libet”

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