Brunetto Latini

Febbraio 8th, 2015 Posted by Autori '200-'300, Letteratura italiana 0 thoughts on “Brunetto Latini”

 

Brunetto Latini

Canto XV Inferno di Dante - incontro con Brunetto Latini

Canto XV Inferno di Dante – incontro con Brunetto Latini

LA VITA (1220-1295)
La personalità e il magistero culturale di Brunetto Latini ebbero molta importanza nella civiltà italiana e soprattutto fiorentina della metà del ‘200. La borghesia comunale acquistava sempre maggiore importanza e dominava, in ambito culturale, un vivo amore per la dottrina e per il sapere.
La cultura si divulgava al di fuori dell’ambiente ecclesiastico e dei dotti (per questo, in prosa, si ebbe l’assunzione del VOLGARE).
Inoltre ci fu una grande opera di traduzione e rielaborazione della letteratura latina e francese.

Brunetto Latini nasce nel 1220 a Firenze, compie gli studi di legge ed è notaio.
Numerosi documenti ci attestano la sua viva partecipazione alla vita politica del tempo: fu GUELFO NERO. Nel 1260, alla vigilia della Battaglia di Montaperti, il comune lo inviò in Spagna a chiedere l’aiuto di Alfonso X, re di Castiglia, contro i ghibellini appoggiati da re Manfredi. Ma la missione fallì e quando Brunetto seppe della sconfitta dei suoi si stabilì in Francia, presso un ricco fiorentino, e qui esercitò la professione notarile. Si dedicò inoltre agli studi e alle sue opere maggiori: il FAVOLELLO, il TESORETTO e il TRÉSOR.
Ritornò poi a Firenze nel 1266, dopo la favorevole battaglia di Benevento e ricoprì le più importanti cariche pubbliche.
Nel 1287 fu priore. Morì nel 1295.

La sua personalità emerge nel canto XV dell’Inferno i Dante Alighieri e nella Cronica di Giovanni Villani.
Egli è descritto come un maestro di dottrina e di saggezza, colui che ha insegnato come “l’uom s’etterna” e ha ingentilito, con la sua levatura morale, il popolo di Firenze, insegnandogli l’arte del ben parlare e del ben fare nella vita politica. Da ciò non dobbiamo ricavare che egli esercitò effettivamente la professione di maestro, egli istruì piuttosto attraverso i suoi scritti e i colloqui quotidiani o le dispute dei FILOSOFANTES.
Il suo fu un INSEGNAMENTO ENCICLOPEDICO, volto a diffondere tutto lo scibile tra le classi di media cultura, sull’esempio delle opere scritte in Francia.
Grande è la sua attenzione per la POLITICA, da lui considerata come la più nobile e alta scienza e operazione sulla terra. Egli esalta soprattutto la civiltà comunale, condannando il governo autoritario della monarchia, la quale limita la libertà dei cittadini.
Egli fece dunque parte della borghesia militante e fautore del rinnovamente della struttura della società medievale.

OPERA:
TRÉSOR o LIVRES DOU TRÉSOR
Vasta enciclopedia di tutto lo scibile, scritta in francese perché Brunetto considerava questo volgare più bello e garanzia di una maggiore diffusione rispetto all’italiano.
È diviso in 3 LIBRI:
1) Tratta di TEOLOGIA, FISICA e MATEMATICA
2) ETICA, ECONOMIA e POLITICA
3) RETORICA e ancora POLITICA, nella forma concreta del buon governo del comune.
L’insieme di queste materie era chiamata FILOSOFIA, divisa in teorica e pratica.
L’opera è una sistemazione della cultura del tempo, di carattere informativo e divulgativo.

RETTORICA:
Riguarda la fondazione di uno STILE ORATORIO in VOLGARE ITALIANO, esemplato sul modello del latino classico e ciceroniano.

FAVOLELLO:
Lettera in versi sul valore dell’amicizia. Opera in italiano.

TESORETTO:
E’ un poemetto didascalico-culturale di carattere enciclopedico e scritto in forma allegorica.
Il poeta immagina di essersi smarrito in una SELVA dopo che, a Roncisvalle, gli è giunta la notizia della disfatta di Montaperti. Qui egli scorge una grande moltitudine di esseri (uomini, animali, piante) che compie il suo ciclo vitale sotto la signoria di una Donna gigantesca, la NATURA, la quale gli rivela i caratteri della vita dell’universo, la creazione del mondo, degli angeli e dell’uomo e la costituzione fisiologica di questo.
Subentra poi un’altra visione: un gruppo di re, principi, cavalieri e dotti che vive sotto il reggimento della VIRTU’ e delle sue figlie (PRUDENZA, GIUSTIZIA, FORTEZZA e TEMPERANZA) e delle virtù cavalleresche che insegnano appunto a un cavaliere la concezione cortese della vita.
Poi Brunetto giunge nel regno dell’Amore, dominato dal PIACERE e da questo è salvato dal poeta latino Ovidio.
Segue una CONFESSIONE GENERALE del poeta e un’ANALISI DEI SETTE VIZI CAPITALI.
Poi gli giunge sul monte Olimpo, dove dialoa col grande astronomo dell’antichità, Tolomeo.
Qui il poema resta interrotto.

SIGNIFICATO = conquista delle virtù da parte dell’uomo.
LIMITI = la validità poetica è quasi nulla.
PREGI = La figura dell’uomo-Brunetto appare nella sua concretezza e validità sullo sfondo allegorico legato a vicende personali.
Centrale è la POLITICA → Dante riprenderà questi elementi nella Commedia.

 

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