Baldassar Castiglione: l’Enzo Miccio del ‘500

Settembre 16th, 2015 Posted by A scuola oggi, S/consigli di lettura 0 thoughts on “Baldassar Castiglione: l’Enzo Miccio del ‘500”

Baldassar Castiglione: l’Enzo Miccio del ‘500

Scherzoso e serio consiglio di lettura di: Alessia Pellegrini


Il libro del Cortegiano – Castiglione

Titolo : Il libro del Cortegiano
Autore : Baldassar Castiglione
Numero di pagine : 462 (Introduzione di Amedeo Quondam , libro 1,2,3,4 con note di Nicola Longo , bibliografia) Ogni libro è diviso in vari paragrafi.
Costo : 11,00 €

Tenetevi pronti, uomini e donne del XXI secolo, perché sto per segnalarvi una lettura che sconvolgerà per sempre il vostro modo di vedere voi stessi e il mondo!

Ora che ho catturato la vostra attenzione, posso rivelarvi che, in realtà, Il libro del Cortegiano del rispettabile Baldassar Castiglione è uno dei libri più pesanti e noiosi in cui un lettore o uno studente possa imbattersi.
Ma se ho deciso di proporlo alla vostra attenzione, è perché trovo comunque questo libro a tratti interessante, simpatico, e, insomma, a suo modo “piacevole”, anche se ovviamente non è una lettura adatta a passare una serena serata, ma piuttosto lunghe ore di concentrazione e tormenti ;D

Per i più coraggiosi che vogliono saperne di più, ecco qualche informazione utile:

BALDASSAR CASTIGLIONE : di corte in corte in nome della “moda”.

Castigilione nasce a Casatico, in provincia di Mantova, nel lontano 1478 , e studia a Milano, dove ha una formazione squisitamente umanistica. La sua vicenda di “cortegiano”, ovvero uomo a servizio di un signore, lo vede vagare in moltissime corti, tra le più prestigiose d’Italia (Mantova, Urbino, Milano) e nei maggiori centri della cultura rinascimentale (importanti i soggiorni in Inghilterra e in Spagna).
Ma il fulcro del trattato di cui stiamo parlando è la Corte di Urbino , presso Guidubaldo di Montefeltro e il successore Francesco Maria della Rovere .

Questi nomi non vi dicono nulla?
Tranquilli: erano soltanto delle celebrità nelle corti dell’epoca, ma non siamo qui a tracciarne un profilo biografico esauriente. Li citiamo per educazione e rispetto a tutti coloro che sono costretti a studiarli (tra cui la sottoscritta) ;D

IL LIBRO DEL CORTEGIANO:

Non dobbiamo dimenticarci che siamo negli anni in cui i trattati sulle “buone maniere” spopolavano. Il variegato pubblico delle corti esigeva regole ben precise su come comportarsi, come conversare, in che modo approcciarsi alle dame ecc ecc. Forse oggi tutte queste premure nella vita di società ci sembrano superflue, ma questi uomini di corte erano molto autoreferenziali, ovvero si divertivano parlando di se stessi e di quello che facevano: le loro attività non erano poi così variegate, e bisognava pur passare il tempo in modo piacevole.

Se le cose che ci raccontano ci appaiono noiose, potremmo pensare che, allo stesso modo, tra qualche secolo, anche i dettagli della nostra vita quotidiana o le nostre questioni di moda appariranno estremamente “barbose” ai nostri posteri.
E così i manuali tanto osannati dei nostri Clio Enzo e Carla saranno evitati e tacciati di estrema noiosità. E chi li recensirà su un sito di letteratura (futuro apocalittico), dovrà compiere molti rocamboleschi giri di parole per attirare su di loro un briciolo di attenzione del pubblico moderno. 😀

Ma passiamo al libro in sé. Esso si presenta diviso in 4 libri che seguono molte diverse redazioni (che qui non approfondisco, per la vostra gioia). Ogni libro è incentrato su un solo argomento, che viene approfondito in modo mooooolto analitico. Tutto ruota intorno a delineare il perfetto cortegiano e la perfetta donna di corte, sempre in un’ottica di celebrazione della Corte dove il dialogo si svolge.

La scena si apre sulla Corte di Urbino, dove un gruppo delle più rinomate personalità del tempo è riunito per la consueta sessione serale di “giochi rinascimentali”. Chi fa parte della combriccola? Qualcosa che potremmo paragonare ai nostri Mara MaionchiMorgan Simona Ventura , cioè niente di meno di:

>> la duchessa Elisabetta , dedicataria del libro
>> Federico Fregoso
>> Ludovico da Canossa
>> Pietro Bembo
>> Giuliano de’Medici
>> Bernardo Bibiena
>> Gasparo Pallavicino

e tanti tanti altri ancora, con ruoli ora più importanti, ora più marginali. Si tratta di tutti pezzi grossi del tempo, degni di far parte di sì alto trattato di “cortegiania”.

Per prima cosa bisogna decidere quale “gioco” fare quella sera: tra tutte le “esilaranti” proposte, viene accettata quella di:
formar con parole un perfetto cortigiano
A turno, ognuno dovrà dire le caratteristiche che un buon uomo (e poi anche donna) di corte dovrà avere, quali attività gli sono proprie e quali deve evitare, e molto altro ancora: come deve vestirsi, come conviene che ami, se deve esaltare in pubblico le sue qualità o anzi dimostrare modestia, quali siano le sue virtù, come debba scegliere gli amici, quali motti di spirito e battute più gli si confanno ecc…

E il trattato procede proprio con le diverse testimonianze di varie figure, il cui ragionamento è a volte interrotto da qualche altro personaggio che chiede delucidazioni o pone delle critiche.
Insomma, 460 pagine di puro dialogo rinascimentale, pesante ma anche irrorato da un po’ di ironia “moderna.”

Particolarmente interessante per il nostro gusto, credo sia il libro II , incentrato sulle “Facezie”.

….Va bene va bene, per il vostro divertimento vi riporterò una delle argutissime spiritosaggini rinascimentali!
Ecco qua una divertente vicenda riguardante un ignorante bresciano che non conosceva il vero funzionamento della tromba duttile:

pur tra l’altre io vidi uno sonar con certa tromba strana, che ad ogni tratto ne ficcava in gola più di due palmi e poi subito la cavava e di novo la reficcava; che non vedeste mai la più gran meraviglia
Dopo questa, posso anche congedarmi!
Ovviamente la mia opinione è molto riduttiva rispetto a un libro del genere, adatto ad essere studiato e approfondito, interessante per gli “specialisti” e per chi voglia tuffarsi in un raffinato estratto di vita rinascimentale.

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