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tacito germania testo latino

Paragrafo 8 Germania

marzo 15th, 2017 Posted by Letteratura latina, Risorse di..., Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 8 Germania”

Paragrafo 8 traduzione dalla Germania di Tacito

Testo latino Germania

[8] Memoriae proditur quasdam acies inclinatas iam et labantes a feminis restitutas constantia precum et obiectu pectorum et monstrata comminus captivitate, quam longe inpatientius feminarum suarum nomine timent, adeo ut efficacius obligentur animi civitatum, quibus inter obsides puellae quoque nobiles imperantur. Inesse quin etiam sanctum aliquid et providum putant, nec aut consilia earum aspernantur aut responsa neglegunt. Vidimus sub divo Vespasiano Veledam diu apud plerosque numinis loco habitam; sed et olim Albrunam et compluris alias venerati sunt, non adulatione nec tamquam facerent deas.

Traduzione Germania Tacito, paragrafo 8

1. Si tramanda (= è consegnato alla memoria) che delle schiere, ormai sul punto di ripiegare e di cedere, furono rinsaldate dalle donne attraverso l’insistenza delle preghiere, attraverso l’opposizione dei petti e attraverso la prigionia prospettata (mostrata) da vicino. La quale schiavitù delle donne essi temono in maniera di gran lunga più insopportabile che la propria (la quale schiavitù essi temono in maniera di gran lunga più insopportabile per le donne che per sé), al punto che sono obbligati in modo più efficace gli animi delle città alle quali si ordina di consegnare tra gli ostaggi anche delle fanciulle nobili.
2. Infatti pensano che vi sia [nelle donne] davvero qualcosa di santo e di profetico, e non disprezzano i loro consigli né trascurano i loro responsi.
3. Durante il principato del divino Vespasiano, abbiamo visto
Veleda considerata a lungo presso la maggior parte una sorta di dea; inoltre un tempo furono
venerate Albrinia e molte altre, non per adulazione né per farne delle dee.

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Paragrafo 7 Germania

marzo 15th, 2017 Posted by Letteratura latina, Risorse di..., Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 7 Germania”

Traduzione Germania di Tacito: paragrafo 7 “Reges ex nobilitate … pugnantibus gestant”

Testo latino Germania, Tacito

[7] Reges ex nobilitate, duces ex virtute sumunt. Nec regibus infinita aut libera potestas, et duces exemplo potius quam imperio, si prompti, si conspicui, si ante aciem agant, admiratione praesunt. Ceterum neque animadvertere neque vincire, ne verberare quidem nisi sacerdotibus permissum, non quasi in poenam nec ducis iussu, sed velut deo imperante, quem adesse bellantibus credunt. Effigiesque et signa quaedam detracta lucis in proelium ferunt; quodque praecipuum fortitudinis incitamentum est, non casus, nec fortuita conglobatio turmam aut cuneum facit, sed familiae et propinquitates; et in proximo pignora, unde feminarum ululatus audiri, unde vagitus infantium. Hi cuique sanctissimi testes, hi maximi laudatores. Ad matres, ad coniuges vulnera ferunt; nec illae numerare aut exigere plagas pavent, cibosque et hortamina pugnantibus gestant.

Traduzione paragrafo 7 della Germania di Tacito

1. Scelgono i re in virtù della nobiltà [della stirpe], i generali in base al valore. E i re non hanno un potere illimitato e libero, mentre i comandanti contano per l’esempio piuttosto che per l’autorità, suscitano ammirazione (comandano con ammirazione) se coraggiosi, se in vista (se di fanno vedere innanzi a tutti), se combattono in prima fila.
2. D’altronde è permesso condannare a morte, imprigionare, percuotere soltanto ai sacerdoti, non [come se fosse] per punizione o per ordine del comandante, ma come per imposizione del dio, che credono presente tra i combattenti.
3. Recano sul campo immagini e simulacri tolti ai boschi sacri; e il massimo incitamento al coraggio è il fatto che né il caso né il raggruppamento accidentale formano la torma o il cuneo, ma le famiglie e le parentele; e i loro cari stanno nei pressi, da dove si possono udire le urla delle donne e da dove [si possono udire] i vagiti dei bambini.
4. Questi e per ciascuno [sono] i testimoni più sacri, questi i lodatori più ambiti; recano alle madri e alle mogli le ferite; e quelle non tremano a contare e a esaminare le piaghe, recano ai combattenti cibi e incoraggiamenti.

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Paragrafo 6 Germania

marzo 13th, 2017 Posted by Letteratura latina, Risorse di..., Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 6 Germania”

Paragrafo 6 Tacito, Germania: testo latino della Germania e traduzione letterale di Tacito paragrafo 6

[6] Ne ferrum quidem superest, sicut ex genere telorum colligitur. Rari gladiis aut maioribus lanceis utuntur: hastas vel ipsorum vocabulo frameas gerunt angusto et brevi ferro, sed ita acri et ad usum habili, ut eodem telo, prout ratio poscit, vel comminus vel eminus pugnent. Et eques quidem scuto frameaque contentus est; pedites et missilia spargunt, pluraque singuli, atque in inmensum vibrant, nudi aut sagulo leves. Nulla cultus iactatio; scuta tantum lectissimis coloribus distinguunt. Paucis loricae, vix uni alterive cassis aut galea. Equi non forma, non velocitate conspicui. Sed nec variare gyros in morem nostrum docentur: in rectum aut uno flexu dextros agunt, ita coniuncto orbe, ut nemo posterior sit. In universum aestimanti plus penes peditem roboris; eoque mixti proeliantur, apta et congruente ad equestrem pugnam velocitate peditum, quos ex omni iuventute delectos ante aciem locant. Definitur et numerus; centeni ex singulis pagis sunt, idque ipsum inter suos vocantur, et quod primo numerus fuit, iam nomen et honor est. Acies per cuneos componitur. Cedere loco, dummodo rursus instes, consilii quam formidinis arbitrantur. Corpora suorum etiam in dubiis proeliis referunt. Scutum reliquisse praecipuum flagitium, nec aut sacris adesse aut concilium inire ignominioso fas; multique superstites bellorum infamiam laqueo finierunt.

Traduzione paragrafo 6 Germania

1. Neppure il ferro si trova in abbondanza, come si deduce dal tipo di armi. Pochi impiegano spade o grandi lance; maneggiano delle aste o, con il loro termine, delle framee, dalla punta acuta e breve, ma così aguzza e facile all’uso che con una stessa arma, in base all’occorrenza (in base a ciò che l’occorrenza richiede) combattono da vicino o da lontano.
2. Anche i cavalieri si limitano allo scudo e alla framea, i fanti lanciano anche i proiettili, molti ciascuno, e li scagliano a grande distanza, nudi o leggeri con la tunica (con una leggera tunica). Nessuna ostentazione di eleganza; ornano soltanto gli scudi con colori sceltissimi (vistosissimi).
3. Pochi hanno le corazze, a mala pena uno o l’altro ha l’elmo di metallo o di cuoio. I cavalli non spiccano (non sono notevoli) per la bellezza né per la velocità. Non sono addestrati per compiere evoluzioni secondo il nostro costume: li guidano in linea retta o, con una sola curvatura, verso destra, con un allineamento così compatto che nessuno rimane indietro.
4. A giudicare dal complesso (per colui che giudica nell’insieme) vi è più forza presso la fanteria; per questo si battono mescolati, con la velocità dei fanti, che, scelti tra tutta la gioventù, collocano in prima fila, appropriata e conveniente alla battaglia equestre.
5. Fisso è anche il numero: sono cento per ciascun distretto, e proprio così si chiamano tra loro, e ciò che dapprima era un numero, ora è un titolo e un onore (un titolo d’onore). 6. L’esercito si dispone a cunei. Ritengono un segno di prudenza piuttosto che di paura il ritirarsi, purché si attacchi di nuovo. Nelle battaglie dall’esito incerto riportano indietro anche i cadaveri dei loro. L’onta maggiore è l’aver abbandonato lo scudo, e all’infame non è permesso presenziare ai riti sacri e intervenire nelle assemblee; e molti superstiti delle guerre posero fine al disonore con il cappio (si impiccarono).

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Paragrafo 5 Germania

marzo 13th, 2017 Posted by Letteratura latina, Risorse di..., Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 5 Germania”

Paragrafo 5 Germania di Tacito: traduzione e testo latino a fronte

[5] Terra etsi aliquanto specie differt, in universum tamen aut silvis horrida aut paludibus foeda, umidior qua Gallias, ventosior qua Noricum ac Pannoniam adspicit; satis ferax, frugiferarum arborum inpatiens, pecorum fecunda, sed plerumque improcera. Ne armentis quidem suus honor aut gloria frontis: numero gaudent, eaeque solae et gratissimae opes sunt. Argentum et aurum propitiine an irati di negaverint dubito. Nec tamen adfirmaverim nullam Germaniae venam argentum aurumve gignere: quis enim scrutatus est? Possessione et usu haud perinde adficiuntur. Est videre apud illos argentea vasa, legatis et principibus eorum muneri data, non in alia vilitate quam quae humo finguntur; quamquam proximi ob usum commerciorum aurum et argentum in pretio habent formasque quasdam nostrae pecuniae adgnoscunt atque eligunt. Interiores simplicius et antiquius permutatione mercium utuntur. Pecuniam probant veterem et diu notam, serratos bigatosque. Argentum quoque magis quam aurum sequuntur, nulla adfectione animi, sed quia numerus argenteorum facilior usui est promiscua ac vilia mercantibus.

Traduzione Paragrafo 5 Germania di Tacito

1. Il suolo, anche se differisce considerevolmente nell’aspetto, tuttavia nell’insieme risulta
selvaggio per le foreste e repellente per le paludi, più umido verso le Gallie, più ventoso
verso il Norico e la Pannonia; fertile di seminati, non produttivo (incapace, inadatto) di
alberi da frutta, ricco di bestiame, ma per lo più di bassa statura. 2. I bovini non hanno
neppure la loro particolare bellezza e l’ornamento della fronte (le corna): [i Germani]
gioiscono per la quantità, quelli (cfr. i bovini) sono l’unica e la più gradita (graditissima)
ricchezza. 3. Gli dei, non so se benevoli o ostili (= se per benevolenza o ostilità), hanno
[loro] negato l’argento e l’oro; tuttavia io non oso affermare che in Germania non si apra
nessuna vena d’oro o d’argento: infatti chi ne è andato alla ricerca? Per quanto riguarda il
possesso e l’uso, non si comportano allo stesso modo [nostro]. 4. È possibile vedere presso di loro vasi d’argento, offerti in dono ai loro legati e ai loro capi, [i vasi] sono trattati con la stessa scarsa considerazione di quelli in creta; tuttavia i popoli più vicini [a noi], in seguito (a causa) dei rapporti commerciali, apprezzano l’oro e l’argento e sanno riconoscere e scegliere determinati conii della nostra monete (o plurale): quelli più interni praticano il più semplice e antico baratto (= scambio di merci). 5. Accettano le monete antiche e note da lungo tempo (in realtà è singolare), quelle seghettate e quelle con l’incisione della biga; ricercano l’argento anche più dell’oro, non per una predilezione particolare, ma perché il valore delle monete d’argento è più comodo all’uso per colore che commerciano oggetti correnti (comuni) e di infimo prezzo.

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Paragrafo 4 Germania

marzo 13th, 2017 Posted by Letteratura latina, Risorse di..., Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 4 Germania”

Germania Tacito: traduzione paragrafo 4 con testo originale e testo in italiano

[4] Ipse eorum opinionibus accedo, qui Germaniae populos nullis aliis aliarum nationum conubiis infectos propriam et sinceram et tantum sui similem gentem exstitisse arbitrantur. Unde habitus quoque corporum, tamquam in tanto hominum numero, idem omnibus: truces et caerulei oculi, rutilae comae, magna corpora et tantum ad impetum valida: laboris atque operum non eadem patientia, minimeque sitim aestumque tolerare, frigora atque inediam caelo solove adsueverunt.

Traduzione paragrafo 4 Tacito Germania

1. Da parte mia inclino verso le opinioni di coloro che (di quanti) ritengono che i popoli
della Germania, non contaminati da incroci con nessun’altra delle altre genti, abbiano
conservato una propria, autentica stirpe, simile solo a sé. 2. Da cui anche l’aspetto dei corpi, sebbene in un numero tanto grande di uomini, [è] lo stesso in tutti: [hanno] occhi minacciosi ( fieri) e azzurri, chioma rossiccia, corpi massicci e forti soltanto nell’assalto; 3. non [hanno] la stessa sopportazione del lavoro e delle fatiche, e non sopportano per niente la sete e il caldo, si abituarono ai freddi e alla fame per il cielo e il suolo (= per la rigidità del clima e per la sterilità del suolo).

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Paragrafo 3 Germania

dicembre 29th, 2016 Posted by Letteratura latina, Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 3 Germania”

Germania Tacito traduzione dal latino, paragrafo 3 con testo originale e in italiano

Germania Tacito traduzione paragrafo 3

Germania Tacito traduzione paragrafo 3 “Fuisse apud eos et Herculem”

1] Fuisse apud eos et Herculem memorant, primumque omnium virorum fortium ituri in proelia canunt. Sunt illis haec quoque carmina, quorum relatu, quem barditum vocant, accendunt animos futuraeque pugnae fortunam ipso cantu augurantur. Terrent enim trepidantve, prout sonuit acies, nec tam vocis ille quam virtutis concentus videtur. Adfectatur praecipue asperitas soni et fractum murmur, obiectis ad os scutis, quo plenior et gravior vox repercussu intumescat. 2] Ceterum et Ulixen quidam opinantur longo illo et fabuloso errore in hunc Oceanum delatum adisse Germaniae terras, Asciburgiumque, quod in ripa Rheni situm hodieque incolitur, ab illo constitutum nominatumque; aram quin etiam Ulixi consecratam, adiecto Laertae patris nomine, eodem loco olim repertam, monumentaque et tumulos quosdam Graecis litteris inscriptos in confinio Germaniae Raetiaeque adhuc exstare. 3] Quae neque confirmare argumentis neque refellere in animo est: ex ingenio suo quisque demat vel addat fidem.

Traduzione letterale di Tacito, Germania: “Fuisse apud eos et Herculem…”

1] Si ricorda che presso di loro stette anche Ercole e, quando stanno per andare in battaglia, lo celebrano come il più valoroso fra tutti gli uomini forti (gli eroi).
Essi hanno anche questi canti (di battaglia), al cui ritmo, che chiamano “bardito”, esaltano gli animi, con lo stesso canto prevedono l’esito della battaglia imminente (traggono gli auspici); infatti spaventano o sono loro a tremare, a seconda di come la schiera ha risuonato, e quelle non sembrano (molte) voci, quanto piuttosto un consenso unanime del valore.
È ricercata soprattutto l’asprezza del suono e il mormorio spezzato, accostati gli scudi alla bocca affinché la voce rimbombi, per risonanza, più profonda e più cupa.

2] Del resto alcuni ritengono che anche Ulisse, condotto (delatum -> defero) dal suo lungo e favoloso errare a questo oceano, abbia raggiunto le terre della Germania, e che Asciburgio, che è posta sulla riva del Reno e ancora oggi abitata, sia stata fondata e nominata da lui; [dicono] anzi anche che in quello stesso luogo un tempo fu ritrovata un’ara consacrata a Ulisse, col nome del padre Laerte aggiunto, e che al confine tra Germania e Rezia esistano tuttora certi (quosdam -> quidam) monumenti e tombe incise con caratteri Greci.

3] Cose che non ho intenzione né di confermare con prove (provare), né di confutare: ciascuno tolga o aggiunga fede a suo piacimento.


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Paragrafo 2 Germania

settembre 22nd, 2016 Posted by Letteratura latina, Risorse di..., Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 2 Germania”

Germania Tacito traduzione paragrafo 2, traduzione letterale di “Ipsos Germanos indigenas crediderim”con analisi grammaticale precisa e paradigmi dei verbi.

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Paragrafo 1 Germania

settembre 21st, 2016 Posted by Letteratura latina, Risorse di..., Tacito 0 thoughts on “Paragrafo 1 Germania”

Germania Tacito traduzione paragrafo 1, traduzione letterale, analisi grammaticale precisa e paradigmi completi de “I confini della Germania” di Tacito.