perché a 11 anni ero felice

Perché a 11 anni ero felice (e ora non più)

dicembre 3rd, 2015 Posted by A scuola oggi 0 thoughts on “Perché a 11 anni ero felice (e ora non più)”

Perché a 11 anni ero felice (e ora non più)

Vi siete mai chiesti ” Perché a 11 anni ero felice (e ora non più) “?
Forse alcuni di voi sì. Altri pensano invece che non tornerebbero mai tra i banchi di scuola per ripetere quegli estenuanti attimi di incertezza, vergogna, prime cotte e prime scoperte. Meglio il sacrosanto mondo degli adulti o dei semi-adulti, fatto di consapevolezza, maturità ed esperienza consolidata.

In ogni caso, questo articolo non parla a chi ha trovato la sua dimensione esistenziale e il suo posto nel mondo, ma a chi è ancora là, spiantato e con le radici di fuori grondanti di terra ancora umida, che si chiede il motivo per cui, da una certa età in poi, è diventato tutto così difficile, pieno di responsabilità, oneroso e frenetico.

Per chi, alzandosi la mattina con il peso di una giornata con mille scelte e impegni da gestire, rimpiange la tenera età in cui frequentava le medie, in cui l’unico compito era quello scolastico e il peggio che poteva capitargli era un rapporto di classe.
Ecco, il seguente articolo parla a voi, voi che nostalgici rimpiangete il passato, decidendo volontariamente di ignorare il fatto che ogni età è orribile nel momento in cui la si vive, ma che è bello giocare al mito dell’infanzia, figurandosi un passato roseo e perfetto che di fatto non è mai esistito!

Perché a 11 anni ero felice (e ora non più)

  1. Perché il pomeriggio, quando tornavo da scuola, facevo i miei compiti e guardavo i cartoni animati.
  2. Perché con gli amici inventavamo i giochi più svariati e non avevamo vergogna di giocarci.
  3. Perché ogni cosa scoperta metteva un misto di ansia e aspettativa, ed era bello confrontarsi con i coetanei e avere l’impressione di possedere importanti segreti.
  4. Perché potevo chiedere le cose ai grandi, agli insegnanti, ai genitori, con la certezza che mi avrebbero fornito una risposta. Perché credevo nella loro autorità e saggezza, ed era bello avere una guida sicura su cui contare.
  5. Perché quando andavo a letto potevo temere che i mostri uscissero dal mio armadio, ma non dalla mia testa, e le creature sinistre della mente sono qualcosa di più difficile da sconfiggere al buio.
  6. Perché le gite erano il momento più atteso, la parentesi gioiosa dell’anno scolastico.
  7. Perché potevi giocare a essere grande, con tutta la leggerezza di non esserlo ancora.
  8. Perché una canzone era in grado di descrivere tutto il tuo stato d’animo, o a volte era il tuo stato d’animo che ribattezzava la canzone, e i tormentoni erano belli anche se non erano tormentati.
  9. Perché nella maggior parte dei casi non ti importava del tuo futuro. Non eri interessato a cosa avresti fatto tra un mese, tra due, tra degli anni. C’erano le medie, e poi le superiori, e l’anno successivo era già uno spazio di tempo troppo lontano per angustiarsi adesso.
  10. Perché c’erano i migliori amici, ma c’erano anche i nemici, quelli che non sopportavi, e la brutale sincerità degli 11 anni permetteva di scannarsi ora e subito, senza covare dentro un velenoso rancore mascherato dal sorriso.
  11. Perché a 11 anni ero felice (e ora non più) e forse quando ne avevo 11 pensavo che “a 10 anni ero felice (e ora non più)” e magari è stato così sempre, ma questo perlomeno è un vantaggio di non avere più 11 anni: ripensarli, rimpiangerli, guardarli con un nostalgico sorriso. E forse un giorno arriverò a dire “Perché quando avevo 22 anni ero felice (e ora non più)”, e vedremo se allora riuscirò a trovare 22 motivi, e non solo 11, di pseudo-felicità.

Anonimo

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